Musica, sport e formazione: l’Ipm di Nisida fa da vetrina all’America’s Cup

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La terrazza dell’Ipm di Nisida ha fatto da cornice all’evento di apertura della seconda regata preliminare della Louis Vuitton America’s Cup. Al centro della giornata i ragazzi dell’Istituto, protagonisti di esibizioni musicali e di un incontro con Edoardo Bennato, il celebre cantautore autore dell’inno composto per l’evento. Sport, formazione, cultura e valorizzazione del territorio hanno caratterizzato un’iniziativa dedicata alle capacità e alle potenzialità dei giovani.

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)

Prima ancora delle grandi imbarcazioni e della competizione velica tra le più importanti nel panorama mondiale, a raccontare Nisida sono stati i ‘suoi’ giovani, che – attraverso la musica – hanno condiviso esperienze, emozioni e prospettive, portando al centro dell’evento le loro storie e il loro percorso educativo. L’esibizione dei ragazzi ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata e, a dialogare con i giovani del laboratorio musicale, è stato Edoardo Bennato, che ha voluto condividere il proprio percorso artistico riflettendo sul valore della musica come strumento di creatività e crescita personale.

L’artista napoletano ha poi condiviso con i ragazzi un momento di musica e improvvisazione utilizzando la sua storica armonica, mostrando concretamente come uno strumento possa diventare un mezzo per esprimere emozioni e creare dialogo. Un’esperienza semplice e allo stesso tempo intensa. “La musica – ha spiegato Bennato – può trovare molte forme di espressione e rappresentare per ciascuno uno spazio nel quale imparare, sperimentare e costruire il proprio linguaggio”. Da qui l’invito rivolto ai giovani ad avvicinarsi agli strumenti musicali e a coltivare la propria creatività. L’incontro si è concluso con una promessa reciproca: Bennato tornerà a Nisida per incontrare nuovamente i ragazzi del laboratorio e metterà a loro disposizione un proprio testo, che i giovani si sono impegnati a musicare.

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)

L’incontro ha assunto un ulteriore significato durante l’esibizione pubblica dell’artista, che ha dedicato ai ragazzi dell’Istituto L’isola che non c’è, (brano del 1980)  in un ideale dialogo tra l’isola reale di Nisida, Napoli e il mare. Bennato ha poi ricordato come, a differenza dell’isola immaginaria della sua celebre canzone, Nisida sia un’isola reale, caratterizzata da una storia millenaria e da un forte legame con il territorio napoletano. Un rapporto raccontato dallo stesso artista anche nella canzone Nisida, in cui compare il verso: “Nisida è un’isola e nessuno lo sa”.

Nato a Bagnoli, figlio di un operaio dell’allora Italsider, Bennato ha costruito una parte importante della propria storia artistica attraverso il rapporto con Napoli, il mare e l’area flegrea. Un legame che è proseguito fino a oggi con il suo coinvolgimento nella realizzazione dell’inno ufficiale dell’America’s Cup 2027.
Tra i brani realizzati dai ragazzi del laboratorio musicale figura Arapete Fenesta, nato dalla riflessione suscitata dalla tragica vicenda di Martina, la giovane di Afragola uccisa dall’ex fidanzato. Attraverso parole e musica, il brano affronta il tema della violenza contro le donne, dando voce al dolore, alla consapevolezza e alla necessità di interrogarsi sulle conseguenze della violenza.

’A vita va vissuta, ’a vita è una sola / ’a vita nun va spezzata pe’ via ’e ’na delusion”, recita uno dei passaggi della canzone.

Nel ritornello, cantato insieme dai ragazzi:

Arapete fenesta, famme affaccià.
Martina, stong’ cca’ basce da stamattina,
speruto ’e te vedé bella comme te…

Parole che restituiscono il punto di vista dei giovani e il loro bisogno di interrogarsi su una vicenda tragica attraverso il linguaggio che hanno scelto: quello della musica. Il brano prosegue con una riflessione sulla violenza e sul femminicidio fino a trasformarsi in un invito alla responsabilità collettiva: “Simme nuje ca c’amma muovere, o silenzio nun fernesce maje”.

(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)
(Credit: Ministero della Giustizia – Dgmc)

Nel corso della giornata sono stati valorizzati anche i percorsi di formazione nel settore della ristorazione, che hanno consentito ai ragazzi di partecipare alla realizzazione del catering dell’evento. Tra le iniziative promosse, il progetto Monelli tra i fornelli offre ai giovani opportunità concrete di apprendimento e qualificazione professionale. L’obiettivo è promuovere percorsi che uniscano formazione, responsabilizzazione e lavoro di squadra. In questa prospettiva si inserisce il progetto annunciato per coinvolgere i ragazzi dell’Ipm di Nisida in attività formative legate ai grandi eventi sportivi. Tra gli impegni nati dalla collaborazione tra il Ministero della Giustizia e il Ministero per lo Sport e i Giovani figurano inoltre l’ampliamento delle opportunità educative attraverso sport e formazione e la riqualificazione del campo sportivo dell’Istituto.

E se Bennato ha portato a Nisida la sua Isola che non c’è, i ragazzi hanno raccontato invece un’isola reale: quella in cui vivono, studiano, lavorano, scrivono canzoni e imparano a immaginare il proprio futuro. Un’isola che, davanti al pubblico dell’America’s Cup, non è stata soltanto lo scenario di un grande evento internazionale, ma soprattutto il luogo in cui le voci dei suoi giovani hanno trovato spazio per farsi ascoltare.

L’immagine di copertina è tratta da un video del Tg3 Rai