Nel carcere di Cagliari
il “ViolaFest” in ricordo
di Piero Farulli

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Il ViolaFest, tre giornate nel segno della musica per ricordare Piero Farulli nel centenario della sua nascita, violista del leggendario del Quartetto italiano e fondatore della Scuola di musica di Fiesole.  Per la prima volta un concerto di musica cameristica verrà eseguito in un istituto penitenziario, in particolare in Sardegna, nella casa circondariale di Uta. In programma oggi una matinée per i detenuti con il violinista Attilio  Motzo e il violista Gioele Lumbau che eseguiranno musiche di A. Vivaldi e G. P. Telemann.

L’esibizione  in carcere apre la terza e ultima giornata della rassegna cagliaritana – rientrante nelle celebrazioni nazionali Farulli 100 – che si concluderà stasera con il gran concerto e che è stata caratterizzata da numerose masterclass con musicisti di rilievo internazionale.

La scelta di un istituto penitenziario  come uno dei luoghi in cui portare la musica “sottolinea il significato sociale di forte impatto di tutto il festival” dice Gianluca Floris, presidente del Conservatorio “Da Palestrina” ente organizzatore delle celebrazioni cagliaritane con il sostegno dell’Associazione Italiana della Viola.

Piero Farulli, figlio di un calzolaio e ultimo di sei fratelli, vedeva nella musica un importante strumento di integrazione sociale e ha sostenuto la formazione di giovani musicisti e tante iniziative per valorizzare le attività musicali amatoriali.

La musica è un atto di amore verso l’umanità – era solito affermare –  l’ho imparato dai quartetti di Beethoven e mi sono impegnato a farlo capire a tutti”.