Le ostie del carcere nelle parrocchie di Castelfranco, Bologna e Modena

Ostie per la celebrazione della santa messa cattolica
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Ostie per le parrocchie dell’Emilia-Romagna: è questa l’originale iniziativa partita dalla casa di reclusione di Castelfranco. “Un percorso che nasce dalla particolarità del contesto – commenta Maria Martone, direttrice della struttura -. Infatti, oltre ad avere una sezione di reclusione, ne abbiamo anche una di casa-lavoro, in cui sono presenti delle persone che, pur avendo scontato la propria pena, restano in istituto per svariati motivi”.

La direttrice descrive il percorso che ha portato alla realizzazione del progetto: “Sin dal 2019, insieme al cardinale Matteo Maria Zuppi, ci siamo interrogati sulle migliori soluzioni da adottare per questi soggetti, spesso privi di punti di riferimento e per i quali, spesso, è molto importante l’aspetto spirituale. Abbiamo, quindi, scelto di coniugare questo profilo con quello produttivo. Fra l’altro, si tratta di lavorazioni poco complesse, a cui possono accedere anche coloro che non sono in possesso di una particolare specializzazione”.

“Il Cardinale Zuppi ha scelto di finanziare l’iniziativa, specie sotto il profilo dell’acquisto dei macchinari – prosegue Martone – mentre la restante parte della gestione del lavoro è stata demandata alla cooperativa sociale Giorni Nuovi, che ha già provveduto alla assunzione di due persone. Una particolarità: l’impacchettamento avviene apponendo sulle confezioni il logo del carcere. Dall’inizio della produzione serviamo diverse parrocchie di Castelfranco, Modena e Bologna”.

Maria Martone sottolinea che: “Nell’ultimo periodo abbiamo attivato tante iniziative, fra cui una lavanderia, un call center, la nostra azienda agricola, che produce ortaggi e li mette in vendita all’esterno, anche per i cittadini. Infine, per la prima volta saranno messe in vendita bottiglie di vino con il logo dell’istituto”. “Credo molto nella realizzazione di nuove professionalità in corso di pena – conclude la direttrice – giacché ritengo che il lavoro assolva a un’importante funziona rieducativa”.