MI, Nordio: “nostro dovere è cercare sempre i punti in comune”

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“Saluto i colleghi magistrati e tutte le componenti dell’associazione alle quali riconosco il dovere, ancor più che il diritto, di essere dialetticamente spesso  anche in contestazione con le scelte del Ministro, del Parlamento e con le scelte politiche in generale. Questo fa parte della democrazia ma dobbiamo tutti cercare i punti che ci uniscono più che quelli che ci dividono”.

Lo ha detto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parlando al convegno di Magistratura Indipendente a Cetara.

Nel suo intervento il Guardasigilli ha annunciato una novità che sarà inserita nella Legge di Bilancio, molto apprezzata dai magistrati: la disposizione in materia di congedo straordinario per malattia dei magistrati per modificare la legge del 1981, definita “irrazionale e quasi punitiva nei confronti della categoria”.

Il Ministro ha poi ribadito l’impegno del governo per l’efficientamento del sistema giustizia, ricordando la necessità di colmare i vuoti della magistratura: “siamo sotto organico di 1.300 magistrati ma per la prima volta nella storia siamo in grado di colmare questa situazione perché abbiamo costituito quattro concorsi e un quinto è in via di definizione”.

Nordio ha difeso l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, definendo “stupidaggini colossali” le polemiche sul fatto che i magistrati lavorano poco: “qualche volta magari lo sapete non sono stato tenero nei confronti di alcuni difetti della nostra categoria ma non ho mai osato dire che i magistrati lavorassero poco al contrario, lavorano tantissimo”.

Il Ministero è fortemente impegnato con tutti i suoi uffici per portare avanti le riforme e per consentire quel processo di efficientamento della giustizia, anche a partire dall’utilizzo delle nuove tecnologie. Proprio su queste ultime Nordio ha concluso con una riflessione sull’intelligenza artificiale: “bisogna saper trasformare una novità in una grande opportunità , la macchina può ricostruire il diritto ma quello che mancherà sempre all’Ia è la capacità di ricostruire i fatti sotto il punto vista psicologico, cosa che solo un giudice può fare”.