Nordio: “Ci siamo mossi nella tradizione dei padri costituenti”

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Il Guardasigilli Carlo Nordio, nell’intervista pubblicata sul Corriere della Sera il 3 novembre 2025, risponde alla giornalista Virginia Piccolillo, in merito alle critiche alla riforma della Giustizia, sollevate dalle opposizioni e da parte della magistratura.

Circa il «riassetto degli equilibri di potere» di cui parla Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministro sostiene che non si tratta di far arretrare il potere giudiziario, quanto piuttosto di far riconquistare alla politica “gli spazi che ha abbandonato”. Ciò significa attuare pienamente la Costituzione: la riforma “fa recuperare alla politica il suo primato costituzionale”, chiarisce.
Rispetto al timore che il pubblico ministero venga depauperato delle sue funzioni e, in certa misura, assoggettato ad altri poteri, Nordio non ha dubbi: “La giurisdizione è un tavolo a tre gambe: accusa, difesa, e giudice terzo e imparziale”. “Nessun magistrato di buon senso può pensare che si sia attentato all’indipendenza. Perché nella legge costituzionale questo principio è consacrato a chiare lettere”, afferma.

Oltre alla separazione delle carriere della magistratura, pilastro della riforma è lo sdoppiamento del CSM e l’istituzione di un’Alta Corte con compiti disciplinari. Questo assetto è, per il Guardasigilli, una “garanzia di indipendenza dallo strapotere correntizio” del Consiglio. La stessa ratio è alla base del sorteggio dei giudici togati del CSM. Per Nordio,“quella togata rappresenterà la magistratura nella sua purezza di indipendenza, senza condizionamenti delle correnti”.  Questa è la motivazione per cui molti magistrati sarebbero favorevoli al sorteggio, anche se non apertamente.

La separazione delle carriere era da tempo un disegno di Forza Italia e molti hanno dedicato la riforma a Silvio Berlusconi, ma per il Guardasigilli non c’è alcuna influenza e subalternità: della necessità di dividere i percorsi professionali dei giudici e della magistratura requirente, come del sorteggio dei membri del CSM, il Ministro aveva già scritto nel ‘95: “Mi permetto di rivendicarne il copyright”, conclude.

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