Nordio: “Grazie per la solidarietà, dibattito referendum su contenuti”

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Una foto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il guardasigilli Carlo Nordio, rappresentato con una museruola, e su scritto ‘no al vostro Referendum’. È l’immagine che è stata bruciata durante il corteo organizzato a Roma per protestare contro la riforma.

Immediata è la presa di distanza del presidente del comitato per il No. “Pensare che bruciare le immagini di Nordio e Meloni sia un atto che contenga un qualche senso è quanto di più distante dal nostro modo di intendere questa campagna referendaria”, sottolinea in una nota Enrico Grosso, che esprime la sua solidarietà alla premier e al Ministro. Di “invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria” parla l’Associazione nazionale magistrati, nell’esprimere la propria solidarietà. Invito che, prosegue il sindacato delle toghe, “è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi”.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in una nota ringrazia “di cuore” per la solidarietà ricevuta, in particolare da Grosso e dall’Anm. “Auspico anche io – dice il Guardasigilli – che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti”. Nordio assicura che questi “eccessi aggressivi” non lo intimoriscono; anzi, lo sollecitano “a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore, nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente da noi”.

La solidarietà giunge dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che auspica che “in questi ultimi giorni di campagna referendaria prevalga finalmente il confronto allo scontro”. E dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che lancia l’appello a un confronto nel merito, evitando atti che “rischiano soltanto di avvelenare il clima e alimentare inutili tensioni”.

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, parla di azioni “spia di un odio intollerabile, che nulla ha a che vedere col confronto politico e referendario”. Mentre la ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, sottolinea che “le idee si combattono con altre idee, non con la violenza e l’intimidazione”.

Tra i rappresentanti dell’opposizione, esprime solidarietà il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte: “continuiamo a spiegare e ribadire le ragioni del NO democraticamente, con aperte discussioni”, raccomanda in una nota.