Nordio, i dadi di Rabelais e la giustizia

Francois Rabelais (foto di britannica.com)
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“E’ una favola, ma come tutte le favole ha una morale: l’avvertimento ai magistrati di conoscere i rischi mortali e opposti del loro operare, la rassegnazione codarda che li rende inerti, e la determinazione inflessibile che li rende fanatici”. Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento pubblicato dal Messaggero di oggi, 27 gennaio 2025, prende spunto dal Gargantua di Francois Rabelais, “una delle più belle e divertenti pagine della letteratura francese, che a suo tempo Anatole France, scettico sulla giustizia umana, commentò in un delizioso libello” riassumendo entrambe i testi.

Nordio prende spunto dall’episodio che il 25 gennaio, giorno che nel calendario della giustizia è dedicato all’inaugurazione dell’anno giudiziario in tutte le Corti d’appello, ha visto protagonisti il vice ministro Francesco Paolo Sisto, che ha partecipato alla ceerimonia che si è tenuta a Bari, e il segretario di Area Giovanni Zaccaro.  Al termine della cerimonia il magistrato ha cercato di consegnargli dei dadi, in forma di civile protesta contro la decisione presa dal governo di sorteggiare i componenti del Consiglio superiore della magistratura.

La lettura di Rabelais, conclude Nordio “senza togliere l’aspirazione all’affermazione del diritto, mette in guardia dall’idolatria giustizialista e mira ad affrancarli dal pregiudizio ingenuo di una giustizia assoluta, offrendo gli strumenti per tendervi sempre e superando la deludente certezza di non raggiungerla mai”.

(Credit: la foto di copertina é di britannica.com)

 

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