Nordio: “Io, Pascal, Bach e il desiderio di fare il chirurgo”
16 Settembre 2025
“Mi sento in cielo quando ascolto Bach”. A dirlo è il guardasigilli Carlo Nordio, ospite del podcast ‘Un altro pianeta’ di Hoara Borselli. Nell’intervista, il Ministro svela diversi dietro le quinte della propria vita.
Dai ricordi, come quello della “notte insonne passata ad ascoltare la sentenza del processo Fenaroli, nel 1961” – uno dei primi omicidi di particolare rilevanza mediatica. All’amore per la musica – “sono un melomane”, dice il Ministro; “io sono un beethoveniano, però oscillo. Bisognerebbe ascoltare Mozart di giorno, Beethoven la sera e Bach di notte”.
E poi, la malcelata ammirazione per Winston Churchill e Blaise Pascal, e quella sconosciuta per Wel Durrant, storico statunitense autore di ‘Story of Civilization’: “11 volumi che ho letto e riletto più volte”.
Cosa avrebbe voluto fare il piccolo Carlo Nordio da grande? “Mi sarebbe piaciuto essere un chirurgo, ma non potevo perché sono un ipocondriaco patofobico”, risponde il Guardasigilli. Avrebbe voluto fare il direttore d’orchestra ma, dice ancora, “ho imparato a suonare il violino a 16 anni ed era già tardi”.
Poi la strada, voluta e un po’ obbligata, del diritto. “Mio papà era un avvocato”, ricorda Nordio, “però devo ammettere che quando avevo 10 anni mi divertivo a leggere le arringhe celebri e seguivo i processi”.
E se per il Ministro la virtù per eccellenza è il coraggio, i vizi, dice, vanno vissuti “con moderazione”, perché “non devi esserne schiavo”. E assicura che non si è mai spinto oltre il buon vino e le sigarette, “anche perché sono ipocondriaco, ho paura”.
Ampio spazio, ovviamente, alla giustizia – la separazione delle carriere, gli errori giudiziari, il rapporto tra politica e magistratura e con i giornalisti – che tutto sommato, aggiunge il Guardasigilli, “non è quel mostro recondito e misterioso che viene spesso descritto”.