Nordio: “Polizia Penitenziaria non più figlia dio minore”
30 Settembre 2025
“Stiamo cercando di fare sempre di più nelle assunzioni, nel trattamento economico, nel trattamento pensionistico, nel trattamento ordinamentale. La Polizia Penitenziaria, anche quando sfila il 2 giugno a Roma, è sempre stata, in un certo senso, subalterna. Quest’anno cercheremo di raddoppiare la consistenza della Polizia Penitenziaria durante la sfilata. Sembra poco, ma non è poco, perché non vogliamo essere figli di un dio minore, con tutto il rispetto per Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al convegno “Riforma e innovazione: la Polizia Penitenziaria a cinquant’anni dall’emanazione dell’Ordinamento penitenziario” a Palazzo San macuto, a Roma.
“Conosciamo anche le difficoltà di disparità di trattamento della Polizia Penitenziaria rispetto ad altre forme di polizie in Italia – ha, inoltre, sottolineato – E questo è un disagio che noi tutti viviamo, anche perché è una disparità di trattamento economico assolutamente ingiustificata e noi ci stiamo battendo su questo. Abbiamo già conseguito dei risultati, stiamo premendo presso i ministeri e i colleghi competenti proprio perché venga risolta questa situazione, che non ha nessun fondamento razionale. Lo stesso ministero è disagiato, anche nei trasporti”.
Il convegno, organizzato dall’Unione sindacati di Polizia Penitenziaria – Uspp, ha visto gli interventi, fra gli altri, dei capi dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, della Giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, e dell’Organizzazione giudiziaria, personale e servizi, Lina Di Domenico, del Garante nazionale dei detenuti, Riccardo Turrini Vita, e della presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo.
Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, che ha ribadito l’impegno profuso dal Governo per un carcere basato su sicurezza, ordine e legalità, quindi diritti: “Negli ultimi vent’anni la Polizia Penitenziaria non aveva mezzi, regole chiare e certe. L’equivoco fu proprio quello culturale alla radice di ritenere che all’interno degli istituti penitenziari si facesse trattamento e poi che c’era un fastidioso occasionale spicchio che si chiamava sicurezza. No, all’interno degli istituti penitenziari con il governo Meloni si fa sicurezza e all’interno della sicurezza c’è un segmento straordinario, importantissimo, da valorizzare, che si chiama rieducazione”.
Ha inoltre sottolineato, che il sistema penitenziario è parte integrante del sistema della sicurezza nazionale, affermando che il Corpo della penitenziaria è il più delicato tra tutti i Corpi di polizia, in quanto ci dev’essere un equilibrio delicatissimo fra fermezza ed umanità.