Nordio: “Riforma per una giustizia giusta e razionale”

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Una “giustizia giusta, razionale; una giustizia accettabile in una democrazia liberale”. È l’obiettivo della riforma costituzionale per il ministro Carlo Nordio, ospite del programma “Quarta Repubblica” di Nicola Porro.

La riforma appena approvata in Parlamento, ribadisce il Guardasigilli, “non accelererà i processi, non l’ho mai detto”. Questo risultato si raggiunge con le altre misure già in campo, tra cui il pieno organico della magistratura: “per la prima volta lo colmeremo, da 50 anni difetta del 20%”, sottolinea Nordio.

Quanto alla mancanza di dialogo in fase di gestazione della riforma, recriminato da opposizioni e Anm, il Ministro afferma che “è stato subito impossibile”. “Appena abbiamo elencato i due elementi fondamentali, cioè la separazione delle carriere e il sorteggio – prosegue -, hanno fatto uno sciopero e la chiusura era totale. Con l’opposizione è stata più o meno la stessa cosa, si sono aggregati alla magistratura e si è capito che cercavano di perdere tempo”.

Riforma giustizia, Nordio: “È una vittoria dedicata alla democrazia”

Porro pone uno degli argomenti contrari alla riforma, ossia che gli attuali 2mila pubblici ministeri dei 10mila magistrati in servizio acquistino più potere con un proprio organo di autogoverno. Ma l’anomalia, controbatte il Ministro, è “che i pubblici ministeri – cioè gli accusatori – giudichino i giudici. Non c’è nulla di strano che i pm si diano i voti tra di loro, anzi: questa è un’enfatizzazione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”.

Questioni di opportunità sono in ballo, per il Ministro, sul comitato per il “no” al referendum. “Alcuni magistrati – dice Nordio – non si rendono conto che più si espongono politicamente, più perdono davanti ai cittadini credibilità e imparzialità”.

Sull’Alta corte disciplinare, altro pilastro della riforma, il Guardasigilli sottolinea che “oggi esiste una giustizia domestica”. E ricorda lo scandalo Palamara e il tentativo del Csm di allora di nascondere la polvere sotto il tappeto: “tutti sanno che è emerso un centesimo di quello che c’è. Hanno fatto finta di niente e oggi noi continuiamo a discutere di questo problema dell’indipendenza, dell’autonomia della magistratura, senza aver fatto chiarezza su quello che è stato lo scandalo del secolo”.

Nordio ricorda poi che l’Alta corte era un progetto della sinistra: “era stata prevista dalla Commissione bicamerale presieduta dall’onorevole D’Alema”, evidenzia.

Il Ministro tiene poi a rivendicare la paternità della riforma: senza “protagonismo”, afferma che “certamente il primo impulso è arrivato da me”. E al di là delle etichette ideologiche sulla modifica costituzionale, la posizione del Guardasigilli è chiara: “sono un liberale conservatore simpatizzante radicale, soprattutto per quanto riguarda le garanzie della presunzione di innocenza”.