Nordio: “Separazione carriere, punto centrale programma governativo”

Ministro Nordio all'inaugurazione della nuova sede della Procura di Catanzaro
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

“La separazione delle carriere, che di fatto in buona parte già esiste con l’ordinamento della Cartabia, é accompagnata da due riforme che sono ancora più importanti: il sorteggio di parte del Consiglio superiore della magistratura e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare”.

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nell’intervista rilasciata a Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, ha affrontato i tanti temi della giustizia, partendo proprio dalla riforma che, come comunicato dalla Presidente Giorgia Meloni “al Governo e ai relativi partiti della maggioranza, il Parlamento avrebbe dovuto mettere al centro del calendario”. Riforma che é diventata di fatto “la battaglia identitaria del governo”, “forse anche la più fattibile”.

Sollecitato sul ruolo del magistrato, interprete della legge o colui che si adopera per applicarla, il Guardasigilli ha precisato che “il magistrato ha come punto di riferimento la legge ordinaria: nel momento in cui dubitasse della sua compatibilità con la Costituzione, deve rivolgersi alla Corte costituzionale ma non può scavalcare la legge ordinaria applicando direttamente la Costituzione”.

E poi ancora riferimenti a uno studio di Marcello Pera, condotto nell’ambito della prima Commissione bicamerale e che intende portare nel confronto con la magistratura, a proposito del concetto di imparzialità del giudice – molto più che del Pm, considerato “una parte, come l’avvocato, quindi con una libertà molto maggiore di esprimersi, perché non decide niente”.

Altri e tanti i temi, a partire dall’immigrazione e dalla definizione di ‘paese sicuro’ per passare a quello delle intercettazioni, esagerate, infinite o a strascico, per finire parlando della situazione delle nostre carceri e dell’alto numero di suicidi, 83 fino a oggi: “Il problema é grave, esiste, e noi non ci sottraiamo” ha ammesso il Ministro “ma questo problema c’entra fino a un certo punto con il sovraffollamento carcerario. C’entra prima di tutto la capacità delle istituzioni di saper organizzare le carceri”. Sul tavolo della discussione diverse sono le soluzioni: una di queste, la nomina del Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, ma anche l’espulsione dei detenuti stranieri, la detenzione differenziata per detenuti tossicodipendenti e le riflessioni sulla carcerazione preventiva, perché, conclude il Ministro: “Sarebbe sufficiente intervenire sui detenuti in attesa di giudizio (il 25% della popolazione carceraria) per risolvere molti problemi legati al sovraffollamento”.

Allegati