Nordio: “Su carceri dialogo serio per migliorare il sistema”

Nordio ospite di "Nessuno escluso" di Will media, condotto da Chiara Piotto e Pietro Forti
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Pubblichiamo la lettera di risposta del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Gianni Alemanno, detenuto nel carcere di Rebibbia, diffusa anche dai quotidiani Il Dubbio e Il Tempo.

“Gentile onorevole, la ringrazio per aver voluto farmi pervenire il volume ‘L’emergenza negata – il collasso delle carceri italiane’, che ho accolto e letto con attenzione e interesse. Si tratta di un contributo intenso, talora duro nei toni, ma animato da una tensione civile che non può essere ignorata.

Le pagine che Lei ha scritto, insieme a Fabio Falbo e agli altri autori, restituiscono uno sguardo interno e diretto sulla realtà carceraria, capace di illuminare nodi strutturali che da tempo interpellano le istituzioni: il sovraffollamento, la funzione rieducativa della pena, il lavoro e la formazione come strumenti essenziali di dignità e di sicurezza collettiva.

La materia penitenziaria, come lei ben sa, è tra le più complesse e sensibili dell’ordinamento: luogo di incontro, e talvolta di tensione, tra esigenze diverse e tutte legittime; la certezza della pena, la tutela della sicurezza dei cittadini, il rispetto dei principi costituzionali di umanità e finalità rieducativa. Trovare un equilibrio tra questi poli non è esercizio teorico, ma responsabilità quotidiana di chi è chiamato a governare.

La mia storia personale e professionale mi ha portato, nel corso degli anni, a riflettere a lungo su questi temi, spesso da prospettive critiche e non conformi. Oggi, nel ruolo che ricopro, e nella consapevolezza delle responsabilità che esso comporta, sento ancor più forte il dovere di affrontare tali questioni senza semplificazioni, evitando tanto le scorciatoie ideologiche quanto le soluzioni meramente simboliche.

Il confronto, anche quando è severo, come nel Suo libro, resta uno strumento prezioso. È solo attraverso un dialogo serio, rispettoso delle differenze di impostazione e consapevole dei vincoli reali, che si possono individuare percorsi credibili di riforma e di miglioramento del sistema. La ringrazio, dunque, per questo contributo e per lo spirito con cui lo ha voluto condividere.”