Nordio a Sky Tg24: “Personale Pnrr stabilizzato con nostre risorse”

Il ministro Nordio intervistato in collegamento con Sky tg 24 Live-In
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“Abbiamo centrato tutti gli obiettivi che avevamo concordato con l’Europa per il PNRR, e in un certo senso abbiamo fatto anche di meglio”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervistato da Diletta Giuffrida durante il Live-In di Sky Tg24, in collegamento con il teatro lirico Giorgio Gaber di Milano.

Dalla riduzione dell’arretrato – “di questo dobbiamo ovviamente ringraziare la magistratura, che ha lavorato assieme a noi con grande passione, anche con grande sacrificio”, ha detto il Guardasigilli – alla massiva stabilizzazione di 9.147 unità di personale Pnrr. “Con uno sforzo enorme, viste le ristrettezze di bilancio, e raschiando il fondo del barile delle nostre risorse del Ministero della Giustizia, abbiamo assunto a tempo indeterminato quasi tutte queste persone. Ne mancano un migliaio e probabilmente, anzi sicuramente, lo faremo nei prossimi tre mesi”, ha detto Nordio.

Spazio poi alle problematiche dei penitenziari. “La situazione delle carceri non è una novità”, ha sottolineato il Ministro, aggiungendo che “15 anni fa il sovraffollamento era addirittura maggiore di quello odierno”. Esclusa l’ipotesi amnistia – “le statistiche ci dimostrano che una volta liberata senza condizioni, una persona tende a recidivare”, ha sottolineato Nordio – non resta che aumentare la capienza negli istituti e diminuire il numero di persone detenute.

Sul primo fronte c’è l’attività del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria: “Entro la fine dell’anno prossimo – ha assicurato Nordio – saranno creati ben 11.000 posti supplementari in carcere”. Spazi, ha aggiunto il Ministro, che consistono in “moduli più rigorosamente conformi alle normative internazionali, ma soprattutto all’etica della rieducazione carceraria che è imposta dalla Costituzione, ma è imposta anche dalla nostra etica interiore”.

Per quanto riguarda la riduzione della popolazione detenuta, il Guardasigilli ha ricordato la recente misura, ora all’esame del Parlamento, sulle strutture ad hoc per i detenuti tossicodipendenti. “Parliamo di numeri importanti, tra 8mila e 10mila persone” ha detto Nordio, che tiene in modo particolare a questo provvedimento: “mi sono dedicato personalmente, vorrei dire proprio con tutto il cuore, più ancora che con tutta la buona volontà”. L’obiettivo ultimo, per il Ministro, è “un cambiamento radicale di prospettiva nella punizione dei detenuti tossicodipendenti, che essendo persone malate, più ancora che destinate alla criminalità, devono essere poste in condizione di uscire dal carcere con una prospettiva di vita diversa, e quindi non essere più recidive”.

Infine, le strutture pronte a ospitare detenuti che avrebbero diritto agli arresti domiciliari, ma che non avendo un domicilio restano in carcere. Sono 2mila-3mila persone per le quali, ha detto il Ministro, “abbiamo stipulato delle convenzioni con delle strutture che abbiamo già individuato, e che si sono dichiarate disponibili ad accoglierle”.

Importante è poi il progetto “Recidiva Zero” avviato con il Cnel, che punta a potenziare il reinserimento lavorativo dei detenuti. Avere una prospettiva, infatti, agisce anche nel contrasto ai suicidi: “Per fortuna quest’anno hanno avuto un trend in diminuzione, anche se questo non significa abbassare la guardia”, ha sottolineato Nordio.