Nordio: “Un decreto per potenziare il lavoro per i detenuti”
4 Giugno 2026
Un decreto in materia di organizzazione del lavoro dei soggetti sottoposti a trattamento penitenziario. Il provvedimento approvato oggi in Consiglio dei ministri ha l’obiettivo, spiega il guardasigilli Carlo Nordio intervenendo in conferenza stampa, di “potenziare la possibilità per i detenuti di accedere alla formazione lavorativa”. Duplice l’intendimento: “imparare un lavoro durante la detenzione” e “trovare un’occupazione stabile e retribuita una volta usciti dall’ambiente carcerario”.
Lo schema di DPR riguarda, in particolare, la formazione professionale per le persone recluse, la promozione del lavoro e l’organizzazione delle lavorazioni, le convenzioni per l’inserimento lavorativo e le opportunità lavorative e formative nelle carceri.
Investire sul lavoro per i detenuti permette di abbattere sensibilmente la recidiva. Si commettono nuovi reati dopo aver scontato la pena quando “il detenuto si trova senza lavoro, senza retribuzione e quindi è obbligato a delinquere di nuovo”, spiega il Guardasigilli. Con il provvedimento si attua “la disposizione costituzionale volta alla rieducazione e alla risocializzazione del detenuto”, che è “l’orientamento nostro principale”, chiosa il Ministro.
Tra le altre misure approvate dal governo nel settore giustizia, inserite in uno schema di decreto-legge, c’è il nuovo accesso alla professione forense. Si ritorna, infatti, a “prove scritte e orali di maggiore serietà”, dice Nordio, accogliendo le richieste del Consiglio nazionale forense.
L’introduzione del Gip collegiale viene rinviata a febbraio 2027. Definita dal Ministro “una delle riforme più qualificanti e garantiste”, la legge prevede che tre giudici, e non più uno, emettano le ordinanze di custodia cautelare, anche in ottica deflattiva della popolazione carceraria. Il rinvio è necessario perché attualmente vi sono “delle difficoltà nell’applicazione, soprattutto nella digitalizzazione degli atti”.
In materia di asilo e migrazione, le competenze ritornano a livello circondariale, e quindi ai tribunali. “La soluzione migliore”, sottolinea Nordio, “dopo confronti con l’Associazione nazionale magistrati e soprattutto con i presidenti di Corte d’appello”. Infine, il Ministro fa riferimento all’introduzione di un “limite temporale nell’azione di responsabilità professionale nei confronti dei notai”, venendo incontro alle esigenze “di questa importante categoria di professionisti”.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, illustra in conferenza stampa il nuovo schema di decreto-legge nella parte che riguarda l’attuazione del patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.