Pace: “ridefinire tempi concorso ed estendere equo compenso”

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

La Scuola nazionale per i praticanti, che ha appena inaugurato il secondo anno; la procedura concorsuale, che deve essere velocizzata, ma anche una riflessione sul ruolo del notariato nel binomio intelligenza artificiale e diritto. Questi alcuni dei temi su cui il neo presidente del Notariato, Vito Pace, fa il punto allo start della sua seconda consiliatura, durante l’intervista di Maria Carla De Cesari per il Sole 24ore.

“Nella Scuola c’é uno scambio continuo tra i docenti e i ragazzi – racconta Pace -. Si passa molto tempo a studiare insieme, a confrontarsi e a fare esercitazioni e correzioni. Questo fa la differenza in un tempo in cui non si dialoga ma si passa molto tempo sui social”. Molte sono le scuole che allenano al concorso, che ricorda il Presidente “sicuramente dovremo ridefinire per rendere più contenuti i tempi di svolgimento e di correzione”.

Affrontando poi il tema dell’intelligenza artificiale applicata al diritto, Pace, ha ricordato che il 10 ottobre entrerà in vigore la Legge 132/2025 che prevede che “nella prestazione d’opera intellettuale è ammesso solo un uso strumentale dell’IA, a condizione che si avvisino i clienti, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo”. E il tema, come ha sostenuto il Presidente, é “delicatissimo, perché se l’IA esonda dalla dimensione di supporto e diventa fungibile salta il sistema di legalità”. Ma salta altresì il rapporto con il cliente, perché se é vero che l’IA fa risparmiare tempo, é altrettanto vero che “il pubblico ufficiale deve ascoltare le istanze del cliente, verificare, presidiare e controllare la stesura dell’atto, con attenzione anche alla componente deontologica”.

 

 

Allegati