Nucleo della Penitenziaria all’interno della Direzione Nazionale Antimafia

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La Polizia penitenziaria entra a far parte della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Da domani, 10 settembre, un nucleo inizialmente composto da sette elementi, lavorerà a stretto contatto con il Procuratore nazionale Federico Cafiero de Raho, supportando le funzioni tipiche della DNAA, con particolare attenzione all’acquisizione, analisi ed elaborazione dei dati e delle informazioni provenienti dall’ambiente penitenziario, in particolare dal circuito dell’Alta Sicurezza.

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un post su Facebook, si è unito all’apprezzamento espresso da de Raho “per l’importante contributo nel contrasto alle mafie e al terrorismo fornito quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria”.

Infatti, il prezioso lavoro svolto all’interno e all’esterno delle carceri dalla Polizia penitenziaria e, in particolare, dal NIC – Nucleo Investigativo Centrale e dal GOM – Gruppo Operativo Mobile, ha permesso nel corso degli anni, attraverso il monitoraggio dei detenuti, di acquisire una più dettagliata conoscenza delle dinamiche mafiose e terroristiche, oltre che del più recente fenomeno di radicalizzazione di matrice islamica. Da qui l’intenzione di inserire un contingente anche all’interno della DNAA, per innalzare ulteriormente il livello di guardia nel contrasto alla mafia a tutti i fenomeni criminali altamente pericolosi.

”Contribuire a rafforzare un presidio come la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, organo per effettività e simbolo dedicato al contrasto antimafia – afferma il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Bernardo Petralia – è un traguardo importante perseguito da tempo, voluto con determinazione dal ministro Bonafede, e che oggi assegna alla Polizia Penitenziaria il privilegio di una presenza autorevole e fidata in un organismo d’eccellenza diretto con competenza dal Procuratore Nazionale Federico Cafiero de Raho”.