Nuove misure sulla sicurezza: via libera in Consiglio dei ministri

Palazzo Chigi, piazza Colonna (Credit: Flickr)
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Nuove misure per prevenire raduni violenti; per tutelare i giornalisti durante l’attività di cronaca in manifestazioni o cortei; per rafforzare gli strumenti di confisca dei beni alle mafie. Sono solo alcune delle misure approvate durante il Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio. Via libera, in particolare, a un nuovo disegno di legge su “sicurezza” e “prevenzione del disagio giovanile”, nonché di “ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno.

Il provvedimento, proposto anche dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, introduce un nuovo strumento di prevenzione. Il questore potrà disporre l’avviso orale e il divieto di raduno per cinque o più persone che, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, mettano in atto “comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose”. Questi strumenti potranno essere attivati solo nei confronti di “chi sia stato già destinatario, nei cinque anni precedenti, di misure di prevenzione o di provvedimenti a tutela della sicurezza urbana, o sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico”, comunica Palazzo Chigi.

È stata inoltre estesa la possibilità di “accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia, ai fini dell’identificazione” di chi “sulla base di circostanze concrete – tra cui il possesso di oggetti pericolosi o la presenza di precedenti per reati contro la persona o il patrimonio, in materia di stupefacenti o di armi – sia ritenuto fonte di concreto pericolo per la sicurezza”. La misura è attivabile “nel corso di specifiche operazioni dirette a prevenire reati che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone”.

Il ddl introduce poi due nuove circostanze aggravanti comuni. Nello specifico, la pena è aggravata per chi commette “delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale commessi ai danni dei giornalisti nell’esercizio o a causa della loro attività e dei direttori di testata”. La seconda invece prevede un aggravio sanzionatorio per chi, “oltre a violare un provvedimento di rimpatrio o il divieto di reingresso nel territorio dello Stato, commette un delitto”.

Sono stati inoltre introdotti un’autonoma fattispecie aggravata di danneggiamento; l’estensione della procedura accelerata di sgombero a tutte le ipotesi di occupazione arbitraria; la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali lievi commesso ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.

Il Consiglio dei ministri poi approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo sul recupero e la confisca dei beni della criminalità organizzata. Proposto anche dal guardasigilli Carlo Nordio, il provvedimento attua la direttiva (UE) 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024.

L’ordinamento italiano è all’avanguardia sulle misure patrimoniali, sia a livello penale che in punto di normativa antimafia. Il provvedimento, nel rinnovato quadro europeo, rafforza tra l’altro la confisca dei proventi del reato – profitto, prodotto e prezzo – e introduce la confisca per equivalente dei beni strumentali, ossia dei beni utilizzati per commettere il reato, quando non sia possibile procedere alla confisca diretta.

Il comunicato integrale qui