IA, nuovo reato. Nordio: “prevedere oltre che prevenire”

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Una nuova fattispecie di reato che punisce “l’omessa adozione delle misure di sicurezza nei sistemi di IA ad alto rischio e la loro alterazione”. Ad annunciarlo è il guardasigilli Carlo Nordio, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato due distinti decreti legislativi relativi all’IA.

Il fatto viene punito, e disciplinato dal nuovo articolo 437-bis del codice penale, quando dalla condotta derivi “un pericolo concreto per la vita, l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato”. L’introduzione del nuovo reato “non corrisponde a una visione panpenalistica”, precisa Nordio. È infatti la crescita esponenziale dell’IA e dei relativi rischi a creare vuoti di tutela; quindi, prosegue il Guardasigilli, “dobbiamo prevedere oltre che prevenire”.

Per la prima volta è stato anche disciplinato l’uso dell’IA nell’attività di polizia. Si introduce, per esempio, l’identificazione biometrica in tempo reale “ammessa solo in casi eccezionali”, specifica il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

I rilievi biometrici per finalità di polizia possono avvenire solo con il controllo della magistratura. In particolare, spiega ancora Nordio, “con la richiesta del pubblico ministero al giudice per le indagini preliminari. Soltanto in casi di urgenza il provvedimento può essere adottato dallo stesso pm con conseguente conferma da parte del gip, così come accade per tutti i provvedimenti che riguardano la libertà personale”.

I due decreti legislativi costituiscono un “pacchetto attuativo in materia di intelligenza artificiale”, comunica in una nota Palazzo Chigi. Il punto fermo è la cornice antropocentrica: l’IA è un valido aiuto, ma non sostituisce la responsabilità umana. Dalla legge n. 132/2025, la prima in Europa a governare questi sistemi in coerenza con l’AI Act europeo, il percorso è tracciato.

Gli schemi di decreti legislativi, esaminati in via preliminare dal Consiglio dei ministri, saranno ora vagliati dalle Commissioni parlamentari, dalla Conferenza delle Regioni e dalle Authority competenti.