Ocse, Delmastro: “Per un accesso alla giustizia uguale per tutti”

Il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove a Lubiana dicembre 2023
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Un sistema di giustizia che trae dalle persone il proprio principio di progettazione e di riforma e verso le persone orienta la valutazione dei risultati e l’impegno continuo a migliorare l’accesso delle cittadine e dei cittadini all’insieme degli strumenti di mediazione e giurisdizionali che sono offerti e che saranno offerti nel futuro”.

Su questo tema e in questa prospettiva istituzionale, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, ha partecipato all’evento annuale dell’OCSE sulla giustizia, tenutosi recentemente a Lubiana, dove ha portato il contributo dell’Italia all’attuazione di una agenda di politiche e riforme che ha trovato il consenso di tutti i paesi membri dell’OCSE e che coinvolge istituzioni internazionali, governative e non governative, nella promozione di un accesso alla giustizia e alla tutela effettiva dei diritti fondamentali, eguale per tutti  .

L’Italia afferma la propria leadership in questo contesto, sia nell’esemplificare i principi previsti dalla Raccomandazione OCSE del 12 giugno 2023 sull’accesso alla giustizia e sui sistemi di giustizia che hanno la persona come loro cardine, sia nel condividere le esperienze e le prassi costruite attraverso l’agenda di riforme integrate che il Paese sta attuando in modo trasversale ai settori di giustizia, combinando strumenti normativi, organizzativi, gestionali e scientifico-metodologici.

A Lubiana i governi e le istanze della società civile, attive in un percorso di promozione della qualità della giustizia, hanno discusso di come realizzare quanto auspicato e promosso attraverso lo strumento di soft law che è rappresentato dalla Raccomandazione OCSE. Durante le sessioni di lavoro è stato esaminato lo spazio delle opportunità che il principio dell’accesso alla giustizia uguale per tutti crea per le istituzioni nazionali che sono chiamate ad un impegno collaborativo e comunemente orientato da valori costituzionali e democratici:

  1. progettare le riforme della giustizia sulla base di un metodo ciclico, che metta al centro il tema non solo dell’accesso ma anche quello della esperienza che il cittadino ha nella e con la giurisdizione;
  2. avvalersi di un linguaggio e di griglie di rilevazione comuni, ancorché suscettibili di essere adattati a contesti nazionali e settoriali;
  3. costruire percorsi pilota di sperimentazione, che partendo da una mappa delle barriere all’accesso e dei bisogni permetta di costruire servizi di giustizia in particolare per le fasce della popolazione più vulnerabili;
  4. attraverso una strategia di crescita professionale e orientata alle competenze, migliorare la giustizia dall’interno, investendo sul capitale organizzativo entro cui il capitale umano si incardina.

Si è parlato delle riforme in corso in Italia, dell’attuazione del Tribunale per le persone, la famiglia, i minorenni, delle riforme in corso in materia di qualificazione e valorizzazione del personale, a partire dal consolidamento delle buone pratiche organizzative dell’ufficio per il processo, della strategia di digitalizzazione nella giustizia penale, del potenziamento della dimensione tecnologica e della governance, basata su strumenti di analisi oggettiva, fatta a partire da una capillare e condivisa strategia del dato. L’Italia si posiziona così come uno dei paesi che per primi hanno condiviso i principi della Raccomandazione e che oggi, con azioni e risultati concreti, ne prospettano la sostenibilità e l’effettività a partire dall’attenzione data alle persone e al dialogo internazionale.