Onorati i martiri del Corpo e Amministrazione Penitenziaria
31 Ottobre 2025
“Credo sia necessario coltivare la memoria in chiave moderna: spiegare ai nostri allievi agenti da dove vengono e di cosa devono essere degni e orgogliosi e cosa debba orientare il loro agire quotidiano all’interno degli istituti pur tra mille difficoltà”. Così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove intervenendo alla cerimonia di commemorazione dei Caduti del Corpo di Polizia Penitenziaria e dell’Amministrazione Penitenziaria che si è svolta questa mattina nell’atrio del Dipartimento.
“Chi è l’eroe nella visione europea?”, ha proseguito Delmastro. “Una persona la cui parabola esistenziale è stata interrotta anzitempo, ma la cui parabola metaforica per il resto dell’umanità rimane luminosa in eterno. È colui al quale non dobbiamo assomigliare, ma dobbiamo tendere ad assomigliare. È uno stimolo quotidiano. L’eroe è colui che supera piccole, fatali, normali paure ed egoismi che uno ha”.
“La nostra civiltà – ha concluso il sottosegretario – si fonda sul culto degli eroi che ci dicono quotidianamente, in ogni scelta della vita, qual è la scelta giusta e qual è quella sbagliata”.

Tre precisi impegni per mettere al sicuro la memoria dei caduti sono stati annunciati dal capo del DAP, Stefano Carmine De Michele, nel corso dell’intervento che ha seguito la lettura di tutti i nomi dei caduti del Corpo e degli appartenenti all’Amministrazione penitenziaria. “Nei mesi scorsi, dopo aver assunto l’incarico e passando quotidianamente davanti a questa lapide, mi sono interrogato su come si potesse celebrare e tramandare alle future generazioni la memoria di coloro che hanno perso la vita. In primo luogo, ho trovato pressocché concluso un bellissimo lavoro che ha fatto una nostra ex dipendente, Assunta Borzacchiello, che aveva già fatto per suo conto una raccolta di schede biografiche dei caduti. Ho compreso che quest’opera non poteva restare fra noi, ma andava invece divulgata. Quindi realizzeremo un’edizione di migliaia di copie di quest’opera che veicoleremo alle nostre Scuole, agli Istituti di istruzione, ai familiari dei caduti, fino, spero con il concorso dei detenuti, a farne alla fine un esemplare pregevole da donare al Capo dello Stato alla prossima festa del Corpo”.
“Poi – ha continuato De Michele – per mantenere la memoria dei caduti del Corpo consegnandola alle generazioni di loro colleghi che si susseguono ho deciso che i prossimi corsi di formazione oltre ad avere il proprio numero identificativo saranno anche intitolati a un caduto del Corpo, così gli allievi che ne studieranno la figura se ne tramanderanno la memoria. Infine, con il concorso del sottosegretario Delmastro, abbiamo ristabilito il dovere di onorare un viale che abbiamo su Roma che ricorda proprio i caduti della Polizia penitenziaria, che era stato lasciato andare e che noi abbiamo riattato”.
La cerimonia dipartimentale si è quindi conclusa con la lettura della Preghiera del poliziotto penitenziario e con una orazione dell’ispettore generale dei Cappellani don Raffaele Grimaldi. Ma, come annunciato dal capo del Dipartimento, il suo epilogo si è svolto proprio in quel Viale Caduti della Polizia Penitenziaria situato nella suggestiva e bellissima cornice di Villa Torlonia, dove alla presenza del sottosegretario, del capo del Dap e dei familiari è stata posata una seconda corona d’alloro.