Operatori penitenziari da tutto il mondo per ‘costruire la pace’

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L’Ufficio delle Nazioni Unite per lo stato di diritto e le istituzioni di sicurezza (OROLSI), articolazione del Dipartimento delle operazioni di pace(DPKO), ha scelto l’Italia per lo svolgimento di un corso di formazione per formatori selezionati dall’ONU per le missioni post-conflict nel Centro-Africa (Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Mali).

In risposta alla richiesta pervenuta attraverso la Rappresentanza Permanente italiana presso le Nazioni Unite, l’ Ufficio del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Direzione generale della formazione hanno offerto l’ospitalità nella Scuola di Istruzione di Sulmona per la formazione di venti corsisti e di sei facilitatori in servizio presso alcune delle missioni ONU e presso gli uffici delle Nazioni Unite di New York. A questi ultimi è stato dato l’incarico di gestire le attività formative.

Finanziato dal governo svedese, il corso ha l’obiettivo di  elaborare, con il contributo dei corsisti presenti in aula – alcuni dei quali provenienti da Ruanda, Burundi e Burkina Faso – un curriculum formativo da destinare agli operatori penitenziari, che comprenda contenuti utili alla promozione del rispetto della parità di genere. Il programma del corso è costruito sulla base degli input di mandato propri delle Nazioni Unite (codice di comportamento, etica e valori) ma anche sulle modalità relative all’applicazione delle “Mandela rules” nei teatri di missione. I formatori /facilitatori hanno manifestato notevole interesse per alcune tecniche operative utilizzate dalla Polizia Penitenziaria e per alcuni sussidi didattici sviluppati dall’Istituto di istruzione di Sulmona: particolarmente importante è stato definito il contributo di alcune donne della Polizia Penitenziaria, presenti in sede, per la definizione del curriculum nella parte relativa alle pratiche operative dei servizi del personale penitenziario.

Nel curriculum formativo sono  state inoltre inserite modalità operative ed esercitazioni di tecnica penitenziaria da utilizzare nel corso perquisizioni personali, documentate anche attraverso sussidi didattici-audiovisivi, predisposti ad hoc, con la supervisione del personale italiano in servizio presso l’istituto di istruzione di Sulmona.

La particolare attenzione dedicata alle donne, nei ruoli di prison officer da impiegare nei teatri di missione di pace, selezionate dalle Nazioni Unite e provenienti da diversi Stati (in prevalenza africani), rappresenta l’obiettivo strategico di questo “laboratorio formativo”. Infatti, le Nazioni Unite, nell’espletamento del proprio mandato, ritengono imprescindibile la rimozione tra il personale, di qualsivoglia pregiudizio di genere nei rapporti sia professionali sia personali.

Tra i facilitatori presenti in aula, anche l’Ispettore Superiore di Polizia Penitenziaria Fabio Pinzari, attualmente funzionario presso la Missione Nazioni Unite in Kosovo, uno degli esperti formatori dell’UNITAR (agenzia delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca).

Il “laboratorio” formativo, avviato lo scorso 21 ottobre, si concluderà il prossimo 31 ottobre con una breve cerimonia di consegna degli attestati.