Organici, strutture e riforme: i temi della giustizia a Milano

palazzo giustizia milano
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A Milano, alla presenza del guardasigilli Alfonso Bonafede, la presidente della Corte d’Appello Marina Tavassi ha lamentato la grave carenza di personale nel principale distretto lombardo, che ha definito “vittima di un trattamento deteriore”, in ordine al numero di nuovi assunti, confrontato con quello di altre città metropolitane come Roma o Napoli. L’organico resta insufficiente – ha ricordato la presidente Tavassi – con una scopertura costante del 30%, sia nei ruoli della magistratura sia in quelli amministrativi, e comunque inadeguato ad una realtà che per numero di abitanti e importanza di imprese e affari trattati, appare più complessa di altre città.

Nonostante ciò, ha evidenziato Tavassi: “I temuti effetti del blocco o della sospensione della prescrizione avranno per la nostra sede giudiziaria una ricaduta contenuta in termini numerici e di possibile dilatazione dei tempi del giudizio”. E ha poi aggiunto: “I dati statistici dei Tribunali e della Corte testimoniano che il crescente miglioramento della funzionalità complessiva del sistema, determina una costante diminuzione dei casi di prescrizione, che nel nostro distretto ammontano al 2,91% del totale. Numero – ha puntualizzato ancora la presidente della Corte d’Appello di Milano – di gran lunga inferiore al dato nazionale che è pari al 24%”.

Nel corso della cerimonia, Pier Camillo Davigo, componente del  Consiglio Superiore della Magistratura, ha messo in evidenza gli incisivi provvedimenti della sezione disciplinare nei confronti dei magistrati che in questi mesi si sono macchiati di gravi violazioni dei doveri di comportamento.

L’intervento del procuratore generale Roberto Alfonso ha toccato diversi temi: dall’esistenza di una “zona grigia” tra mafia e corruzione, emersa grazie alla nuova strategia di contrasto alla criminalità organizzata, al crescente fenomeno delle “baby gang”, che ha interessato principalmente l’area suburbana della città. Anche la situazione di grave sovraffollamento negli istituti penitenziari è stata oggetto di approfondimento da parte del procuratore. Un momento di forte commozione si è avuto sul finire del discorso, quando il magistrato, annunciando il suo imminente pensionamento, ha voluto salutare e ringraziare tutto il personale degli uffici giudiziari del distretto.

Il presidente degli avvocati di Milano, Vinicio Nardo, ha dato voce alle posizioni dell’Ordine forense sulla riforma della prescrizione: “Ogni processo deve durare quanto tempo si ha per accertare i fatti, né più né meno. Ma questa è un’utopia, finché c’è l’idea che il processo funziona se finisce sempre con una condanna”.