“Per i giovani l’illegalità non deve mai essere una scelta obbligata”

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“La base per la libertà e per la crescita di ogni ragazzo sta nella legalità. Le istituzioni devono fare di tutto per dare un orizzonte di speranza a chi non l’ha mai avuto. Quando l’illegalità diviene una scelta obbligata per le giovani generazioni allora lo Stato ha fallito. Con questo Protocollo facciamo capire, invece, che è possibile, grazie al sostegno dello Stato, rompere il legame con la ‘ndrangheta e decidere di essere liberi di scegliere la propria vita”.

Questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede all’iniziativa per la sottoscrizione del protocollo d’intesa “Assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali”.

Il protocollo, firmato anche dal ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, dal ministro della Pari Opportunità, Elena Bonetti, dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, dai vertici degli uffici giudiziari di Reggio Calabria e dall’associazione ‘Libera’ di don Luigi Ciotti si rivolge ai ragazzi e ai nuclei familiari che decidono di voltare le spalle alla criminalità organizzata e di imboccare un sentiero di legalità: “Questa iniziativa sancisce la dimensione più alta e bella della giustizia – ha aggiunto il Guardasigilli -. La prima ambizione della giustizia è, infatti, quella di esprimersi tramite la cultura della legalità. Questo sforzo deve rivolgersi prima di tutto alle giovani generazioni. Occorre far capire ai giovani quanto sono importanti l’onestà e la legalità per la società intera e per il loro stesso futuro. Lo Stato deve essere presente, specie in quelle terre dilaniate dalla presenza delle mafie come la Calabria. Dobbiamo lavorare per recidere completamente il legame, spesso inconsapevole, tra giovani e crimine evitando che quel legame possa consolidarsi”.

Bonafede ha, infine, rivolto un pensiero ai magistrati, alle forze dell’ordine e alle associazioni che si trovano in prima linea nella battaglia contro le mafie e l’illegalità: “Grazie a tutti i servitori delle istituzioni che lavorano ogni giorno, anche mettendo a rischio la propria vita, per garantire un’alternativa a zone del Paese che credono di non averla. Uno Stato che non riesce a rivolgersi alle giovani generazioni non ha futuro”.