Pianosa, un modello innovativo
di esecuzione penale

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E’ stato firmato oggi, in modalità online, utilizzando il sistema della firma digitale, un protocollo fra il Comune di Campo nell’Elba e il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP) con cui il comune concede, in comodato d’uso gratuito, i terreni necessari all’attuazione del PON Inclusione 2014 – 2020 e, in particolare, a quella del progetto “Modelli sperimentali di intervento per il lavoro intramurario e l’inclusione attiva delle persone in esecuzione penale“, presentato dalla Regione Toscana, cofinanziato dal PON Inclusione e gestito dal Ministero della Giustizia. All’interno di queste aree si trovano alcuni fabbricati in cui si svolge l’attività trattamentale dei detenuti.

Il Protocollo, firmato dal sindaco di Campo nell’Elba, Davide Montauti, e dal direttore generale del personale e delle risorse del DAP, Massimo Parisi, è stato presentato dal sottosegretario Andrea Giorgis, nella Sala Livatino di via Arenula. Alla videoconferenza hanno preso parte anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, il direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione, Francesco Cottone, il provveditore regionale per la Toscana e l’Umbria, Gianfranco De Gesu, il direttore degli istituti penitenziari di Pianosa e Porto Azzurro, Francesco D’Anselmo, e il presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano, Giampiero Sammuri.

Per Giorgis “questo progetto, dedicato specificamente al trattamento dei detenuti, non potrebbe essere realizzato se venisse decontestualizzato: Pianosa è un parco che anche attraverso l’opera dei detenuti deve trovare ulteriore valorizzazione e realizzazione”. “Si tratta – ha proseguito il sottosegretario – di un importante programma di inclusione sociale che riguarda l’isola e in particolare la colonia agricola e deve segnare l’avvio della realizzazione di un importante percorso”.

Il sottosegretario Andrea Giorgis

“Organizzando un trattamento che sia davvero capace di rieducare e restituire al detenuto una vita libera e dignitosa – ha aggiunto Giorgis – si dà piena ed effettiva attuazione all’articolo 27 della Costituzione“. Allo stesso tempo, l’investimento che si fa sul trattamento e sulla rieducazione del detenuto, ha concluso il sottosegretario “è un investimento che viene fatto per tutta la collettività: ridurre la recidiva  vuol dire garantire la sicurezza dei cittadini liberi“.

Verranno integrate le competenze dei detenuti attraverso percorsi di qualificazione finalizzati alla gestione della colonia agricola. E’ previsto dal protocollo il rilancio delle produzioni e l’avvio di attività per la trasformazione dei prodotti agro-alimentari. Questo garantirà l’efficacia del piano e l’effettivo reinserimento socio-lavorativo dei detenuti.