Piazza della Loggia, un attacco al cuore della Repubblica
28 Maggio 2026
Il 28 maggio del 1974, alle 10:12 una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti esplode in Piazza della Loggia a Brescia. È uno degli episodi più gravi della strategia della tensione, una lunga scia di attentati che, dalla strage di piazza Fontana alla bomba alla questura di Milano, insanguinano l’Italia dal 1969 al 1984.
Quella mattina piove a dirotto ma la piazza è piena di studenti, insegnanti, lavoratori e sindacalisti, riuniti per protestare contro le violenze neofasciste che colpiscono la città lombarda. Sotto la pioggia battente e durante una manifestazione pacifica, otto persone perdono la vita e oltre cento rimangono ferite.
Seguono giorni di dolore e rabbia in tutto il Paese con scioperi e manifestazioni cittadine in risposta al terrorismo di quegli anni bui. I funerali delle vittime si svolgono in piazza della Loggia alla presenza delle principali autorità dello Stato e con una partecipazione popolare di circa 500.000 persone.
Le indagini della magistratura, nonostante i depistaggi messi in atto durante le fasi iniziali, si concentrano su un gruppo di esponenti dell’estrema destra bresciana, appartenenti al movimento politico Ordine Nuovo. La ricerca della verità procede, come lo stesso Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dichiarato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario proprio nel distretto di Brescia nel 2024, “50 anni fa, con la bomba di piazza della Loggia, i terroristi vollero attaccare il cuore della Repubblica, uccidendo cittadini richiamati dal bisogno di partecipazione alla vita democratica. Dopo mezzo secolo e tantissimi processi, la giustizia è riuscita ad accertare responsabilità e matrice di quella vile strage ed è tuttora impegnata – con nuovi dibattimenti – ad assicurare tutte le risposte ai familiari delle vittime e alla comunità intera”.