Vittime di reati violenti:
più giustizia e risarcimenti

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Maggiori garanzie e più risorse per le vittime di reati intenzionali violenti: è quanto prevede una norma contenuta nella Legge di bilancio in vigore dal 1 gennaio del 2019. Una previsione attesa da tanto tempo che finalmente è diventata legge dello Stato. Da quest’anno, infatti, il Fondo apposito può contare su 10 milioni di euro in più così da rendere possibile il potenziamento del risarcimento in favore di chi ha subito lesioni gravissime o a beneficio dei familiari in caso di morte della vittima. In questo modo lo Stato fa la sua parte nell’assicurare piena giustizia a persone che non sono riuscite a ottenere il risarcimento del danno da parte degli autori del reato.

La modifica alla disciplina dell’indennizzo in favore delle vittime dei reati intenzionali violenti, come violenza sessuale o lesioni personali, rappresenta, quindi, un importante passo concreto per garantire a quei cittadini che hanno subito sulla loro pelle delitti particolarmente odiosi, il risarcimento, anche economico, cui hanno diritto.
L’ampliamento finanziario del Fondo di solidarietà è il frutto di un lavoro condotto dal Governo nel rispetto delle vittime e dei loro familiari che in passato non avevano potuto beneficiare delle somme loro spettanti.

Particolarmente significativa nella nuova disciplina è la rimozione del vincolo che non consentiva l’accesso al fondo nel caso in cui la vittima avesse già percepito somme dalle assicurazioni. Adesso, la vittima o il familiare avrà diritto a vedersi riconosciuta la differenza tra quanto già percepito e quanto dovuto.
Un’altra importante novità introdotta riguarda, inoltre, l’estensione della platea dei beneficiari del fondo. Gli indennizzi, in caso di morte della vittima, saranno, infatti, riconosciuti, oltreché a coniugi e familiari, anche ai componenti di unioni civili e conviventi. Infine, venendo incontro ad alcune precise richieste dell’Unione Europea, è stata prevista la riapertura dei termini per la presentazione della domanda di risarcimento, prorogati fino al 30 settembre 2019, mentre sarà possibile rideterminare gli indennizzi già liquidati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa.