Play for the Future, Nordio in visita all’IPM Beccaria
20 Maggio 2025
“La pena tende al reinserimento soprattutto per i minori. Le parole d’ordine per coniugare la certezza e la funzione rieducativa della pena sono due: il lavoro, che affranca dai pericoli della vita, ossia l’ozio e il bisogno, e lo sport. Vorrei che iniziative di questo genere proliferassero nel campo degli altri sport e del lavoro, poiché i detenuti in via di liberazione sono spesso presi dall’ansia del lavoro, della paura del futuro.
Per un’attività sportiva servono: personale di buona volontà, buoni tecnici, risorse economiche e qui queste cose le abbiamo tutte e soprattutto per il carcere serve spazio. Lo spazio è il luogo dove si può lavorare e fare sport. Per questo l’iniziativa di oggi ha raccolto il mio entusiasmo”.
Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito al progetto “Play for the Future”, promosso da fondazione Milan e fondazione Cassa depositi e prestiti, in collaborazione con il Ministero. Obiettivo dell’iniziativa, nata nel 2023 con un protocollo firmato in via Arenula, è dare nuove opportunità ai minori e giovani adulti coinvolti nei circuiti penali, specie nell’esecuzione penale esterna. Da oggi, 20 maggio, l’iniziativa coinvolge anche gli istituti penali per i minorenni.
Presenti alla conferenza stampa organizzata nell’istituto Beccaria, oltre al ministro Nordio, anche Antonio Sangermano, capo della Giustizia minorile e di Comunità, Paolo Scaroni, presidente di AC Milan e fondazione Milan, Giovanni Gorno Tempini, presidente di fondazione CDP e di Cassa depositi e prestiti, e Gabriele Gravina, presidente FIGC, una “new entry” tra i partner.

Per il 2024 il bilancio, presentato all’Ipm milanese, è positivo. Infatti sono circa 100 i ragazzi sottoposti a messa alla prova a Napoli, Bari, Catania e Palermo, che sono stati coinvolti in attività di educazione sportiva e orientamento e avviamento al lavoro. Visti i risultati incoraggianti, a novembre 2024 è stato avviato il secondo ciclo del progetto per ulteriori tre anni.
Ogni anno vengono attivati due percorsi paralleli: uno per circa 20 ragazzi detenuti – al Beccaria, all’istituto di Airola, al Malaspina di Palermo, al Bicocca di Catania – e uno per circa 15 giovani in area penale esterna, sempre nelle stesse città. Una stretta collaborazione con i funzionari dell’area pedagogica di tutte le strutture coinvolte permetterà di individuare i minori e giovani adulti beneficiari dei percorsi e di monitorarne l’andamento.
I dettagli nel comunicato stampa dell’iniziativa