Polizia Penitenziaria, “Una torcia per la pace” arriva a Roma

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Si concluderà domenica 15 maggio con un raduno simbolico vicino al Ministero della Giustizia “Una torcia per la pace”, manifestazione che ha coinvolto appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria uniti dalla passione per la bicicletta e dalla volontà di portare un messaggio di pace, solidarietà e amicizia. I 20 equipaggi regionali, dopo la sosta davanti al Dicastero, proseguiranno poi alla volta di Piazza San Pietro, insieme alla formazione ciclistica vaticana.

All’iniziativa, ideata e coordinata da Amerigo Fusco, comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della Casa di Reclusione di Milano Opera, hanno aderito donne e uomini del Corpo di tutte le regioni. Le squadre, ognuna composta da 15 elementi, hanno portato a staffetta una torcia accesa in tutta la penisola, sostando in luoghi rappresentativi della cristianità.

La guerra tra Russia e Ucraina, sottolineano gli organizzatori, scoppiata dopo la partenza della torcia, ha aggiunto significati all’iniziativa e motivato ulteriormente i partecipanti a promuovere la cultura della pace, utilizzando un mezzo di trasporto popolare ed economico ma che consente di andare ugualmente lontano. “La manifestazione è nata dalla volontà di proporre gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria come soldati di pace, in grado di diffondere i valori di solidarietà di cui il mondo ha sempre più bisogno”, aggiunge il comandante Fusco.

La torcia, scelta in quanto simbolo cattolico dello Spirito Santo e laico dei valori olimpici dello sport, è partita dalla Lombardia nei giorni successivi al Natale dello scorso anno, dopo essere stata benedetta il 21 dicembre dall’arcivescovo metropolita di Milano Mario Enrico Delpini. Il viaggio è proseguito in Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Sardegna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino, per poi tornare in Lombardia.

L’arrivo in ogni regione della fiaccola è sempre stato accompagnato dal saluto del vescovo locale, a cui ciascun equipaggio ha donato una croce creata artigianalmente, come testimonianza di fede. Durante le varie tappe, inoltre, gli equipaggi hanno coinvolto associazioni locali come la FIDAS, l’AVIS, gruppi scout e incontrato rappresentanti del volontariato.

“Tutti i colleghi hanno partecipato liberi dal servizio e utilizzando le proprie risorse – precisa Fusco – affrontando un percorso medio di 400 chilometri, pendenze a volte superiori al 20% e condizioni metereologiche spessp avverse. Ma volevamo far conoscere ai cittadini i valori delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, il loro orgoglio di appartenere a una grande famiglia dove attraverso piccoli gesti quotidiani si superano barriere e si aprono strade”.