Premio Belli ai versi “liberi” delle detenute di Perugia

La giuria Giuria del Premio Belli nel carcere si Spoleto
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Il prestigioso premio Belli, patrocinato da Consiglio e Giunta Regionale del Lazio, dalle Camere e da Roma Capitale, in occasione dei 30 anni dalla sua istituzione  ha riservato uno spazio alle detenute e ai detenuti degli istituti penitenziari di Spoleto e  Perugia, allievi dei corsi di scrittura creativa tenuti dalla professoressa Francesca Gosti e sostenuti dall’associazione “Nel nome del rispetto”.

Otto i detenuti  partecipanti della casa di reclusione di Spoleto che hanno ottenuto due premi. Il primo è stato  ritirato nel  scorso  della cerimonia ufficiale di premiazione  tenutasi a Roma nella Sala Promoteca  del Campidoglio, il secondo è stato invece  consegnato lo scorso 17 dicembre ai concorrenti  dalla giuria all’interno dell’Istituto penitenziario.

Venerdì 22 febbraio  saranno quattro  detenute di Perugia a ricevere il riconoscimento dell’Accademia Belli.  “Tra le poesie delle partecipanti vi sono alcune immagini poetiche che lasciano stupiti – dice Carlo Volponi, vice presidente  e giurato – altre sono toccanti sul piano umano, tutte hanno un valore importante per la capacità di esprimere e anche elaborare un vissuto attuale angusto”.
“A loro, come agli altri partecipanti reclusi – aggiunge Fausto Desideri, Presidente dell’Accademia  – va il plauso e l’incoraggiamento della giuria  perché cimentandosi con la poesia,  per loro stessa stupita ammissione, hanno trovato nei versi la libertà dello spirito”.

Le opere finaliste sono state pubblicate nella raccolta Linea verde (Ed.Belli, 2018).