Prima della Scala a S. Vittore: arte, inclusione, dialogo
9 Dicembre 2024
Da undici anni, la magia della Prima della Scala raggiunge anche i detenuti della Casa circondariale Francesco Di Cataldo di Milano San Vittore, grazie al progetto “Scala diffusa” promosso dal Comune di Milano. L’iniziativa vuole portare l’opera nei quartieri e nei luoghi di disagio sociale, come il carcere, trasformando la cultura in uno strumento di inclusione e dialogo.
Così, il 7 dicembre, nella Rotonda – cuore del penitenziario milanese inaugurato nel 1879 da Umberto I, da cui si diramano sei raggi detentivi – è stato allestito un maxi-schermo. Qui è stata trasmessa “La Forza del Destino” di Giuseppe Verdi. Fra gli ospiti, 73 detenuti, uomini e donne, hanno assistito all’opera in un’atmosfera di festa e riflessione.

Il direttore dell’istituto Elisabetta Palù, il comandante del reparto Michela Morello e il personale di Polizia Penitenziaria e dell’area educativa hanno accolto parlamentari, politici locali, magistrati, accademici, avvocati e volontari di associazioni impegnate nel sostegno alla popolazione detenuta. Fra loro, l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Marco Granelli e il Presidente del Tribunale di Sorveglianza Giovanna Di Rosa.
La direttrice ha ringraziato tutti i presenti, sottolineando l’importanza di realizzare eventi come questo, capaci di “aprire” le porte dell’istituto alla città e di costruire un ponte tra il “dentro” e il “fuori”, auspicando che tale dialogo prosegua oltre la giornata della Prima. Un particolare ringraziamento è stato rivolto al personale della Polizia Penitenziaria, all’Area educativa, ai detenuti e a tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa. Anche l’assessore Marco Granelli ha espresso gratitudine per il lavoro del personale penitenziario, sottolineando l’importanza di investire in sicurezza e controllo del territorio, senza dimenticare il ruolo fondamentale della funzione rieducativa della pena.

L’evento si è concluso con una cena a base di risotto e biscotti preparati dalle detenute coinvolte in percorsi di formazione professionale nel settore della cucina, a testimonianza di come il carcere possa essere anche un luogo di crescita e speranza.
L’annuale appuntamento con la Prima della Scala non è solo un momento culturale, ma un’opportunità per riflettere sul significato della pena e sull’importanza del reinserimento sociale. A dimostrazione di come l’arte possa abbattere muri e costruire ponti.