Processo a Gesù: “Volete lui o Barabba”
29 Agosto 2025
“Sei tu il re dei Giudei?”. “Tu lo dici”. Gesù è davanti a Pilato, un magistrato dell’ordine equestre, munito dello ius gladii, cioé del potere di condannare a morte. Tra gli storici del tempo c’é stato chi lo ha definito Procuratore, chi ne ha parlato come di un Governatore.
La quarta puntata del ‘Processo a Gesù’, dal titolo ‘Volete lui o Barabba?’, vede Carlo Nordio indagare dalle pagine del Foglio la figura di Pilato, colui dinanzi al quale Gesù viene portato per essere giudicato: “Una delle poche certezze storiche che abbiamo è il giudizio davanti a Pilato, conclusosi con la condanna a morte di Gesù” nonostante, scrive Nordio, “i Vangeli non siano verbali giudiziari e non pretendano di fornirci una versione stenografica dell’evento”.
Diverse sono le versioni su cui nell’articolo si riflette. Secondo Marco non si chiede a Pilato una incolpazione formale, al punto che “nel tentativo di salvarlo, propone una sorta di scambio con Barabba”. Ma sappiamo che non andrà così, perché “i sacerdoti aizzano la folla a chiedere la crocefissione”. E poi ancora Matteo e Luca, che interpretano alla luce della storia del tempo, e Giovanni che addirittura muta i luoghi in cui Gesù fu condotto. Tutti però sono d’accordo nel dire che (Matteo 27,15) “il Governatore era solito per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare un prigioniero a loro scelta”; così anche Marco, mentre Luca (23,17) va oltre: “Pilato doveva rilasciare qualcuno in occasione della Festa”. C’é chi dice che il popolo sia intervenuto spontaneamente nel chiedere la liberazione di Barabba e chi invece ritiene sia stata sobillata dai sacerdoti. Altri ritengono questo passaggio “una fantasticheria”. Nordio conclude che “ai nostri fini la cosa cambia poco. Pilato si accontenta della confessione di Gesù, autoproclamatosi re dei Giudei”.
Infine la corona di spine intrecciata sul capo, lo scherno dei soldati romani, la crocefissione.