Lavori di pubblica utilità, continua l’attività internazionale dell’Italia
1 Ottobre 2020
Un tavolo tecnico con i partner coinvolti nei progetti promossi dall’Ufficio centrale del lavoro dei detenuti ha concluso ieri la visita in Italia della delegazione di alti rappresentanti ONU, organizzata nell’ambito dell’accordo di collaborazione internazionale tra il Ministero della Giustizia e il Governo Federale del Messico.
L’ incontro, tenutosi presso il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, ha avuto come oggetto il coinvolgimento di multinazionali relativamente alla responsabilità sociale d’impresa.
Presenti i rappresentanti delle principali aziende che hanno dato vita alla partnership tra settore pubblico e mondo dell’imprenditoria tra cui Massimo Bruno (Enel), Mario Del Signore (Fiat Comau), Raffaella Pignetti (Eprice), Ernesto Somma (Invitalia), Sabina Strazzullo (Tim) e, in collegamento da Milano, Nadia Bosch (Land Lease).

La delegazione ONU, rappresentata da Flavio Mirella, Chief Co-financing and Partnership Section Unodc, ha visitato nei giorni scorsi la casa di reclusione di Milano Bollate dove si producono mascherine chirurgiche grazie al sostegno di Invitalia, struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid e l’area industriale di Caserta che occupa detenuti in lavori di pubblica utilità.
Ai lavori del tavolo tecnico, introdotti da Vincenzo Lo Cascio, direttore dell’Ufficio centrale del lavoro dei detenuti e coordinato dal vicecapo dipartimento Roberto Tartaglia, ha preso parte l’ambasciatore del Messico, Jorge Louise Hidalgo ed è intervenuto, in collegamento da Vienna, Antonio Mazzutelli, direttore dell’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) per i Paesi del Centro e Sud America.

“Abbiamo costruito un muro, grazie ad attori privati, attorno alla criminalità organizzata. Offriamo opportunità concrete di cambiare vita a persone che intendono sottrarsi ai circuiti criminali” ha dichiarato Vincenzo Lo Cascio che ha ricordato anche come in seguito all’accordo con il Comune di Roma, nella sola Capitale in un anno si siano alternati nei lavori di pubblica utilità circa 4000 detenuti.
“Puntiamo a potenziare – ha detto Roberto Tartaglia – strumenti come quello del Lavoro di pubblica utilità e vogliamo continuare a sperimentare nuovi modelli organizzativi. Proprio quest’anno ricorre il ventennale della Convenzione transnazionale delle Nazioni Unite contro la criminalità a sottoscritta nel corso della Conferenza di Palermo. Mi piace immaginare che la conferenza mondiale di Kyoto del 2021, a cui l’Onu ci ha candidati a partecipare per presentare quanto abbiamo realizzato, possa essere ricordata come una data importante quanto lo è stata quella di Palermo. Siamo considerati a livello internazionale un esempio nella lotta alla criminalità organizzata e presto potremmo esserlo anche per aver esportato un modello organizzativo per il lavoro penitenziario”. “D’altra parte – ha concluso il vice capo del DAP – anche nella Convenzione si richiama l’attenzione degli Stati al creare opportunità di reinserimento dei detenuti perché solo così si può sottrarre alle mafie personale da reclutare”.