Pubblica utilità: Roma, accordo Giustizia-AMA
3 Dicembre 2024
“Oltre a essere eticamente encomiabile, oltre a essere normativamente imposto, è anche socialmente utile impiegare queste persone in attività di questo tipo. Utile sia per i detenuti che per la società, perché intanto deflaziona la pressione carceraria e poi mostra l’atteggiamento dello Stato per la rieducazione e il reinserimento dei detenuti”. Così il ministro Guardasigilli Carlo Nordio ha presentato il protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina dai dipartimenti dell’Amministrazione Penitenziaria-DAP e della Giustizia Minorile e di Comunità-DGMC del Ministero della Giustizia, dai vertici degli uffici giudiziari di Roma, dall’Ordine degli avvocati di Roma e da AMA S.p.A. in favore di indagati, imputati o condannati, anche minorenni, avviati allo svolgimento di servizi di igiene urbana nella Capitale.
L’intesa si inquadra nell’ambito della normativa vigente sull’espletamento di prestazioni di pubblica utilità, nel rispetto delle specifiche professionalità e attitudini lavorative, come valido strumento di recupero e inclusione sociale. I soggetti selezionati saranno autorizzati allo svolgimento a titolo gratuito di attività di raccolta dei rifiuti e di spazzamento stradale presso le sedi di zona territoriali di AMA, per le quali saranno forniti di tutte le attrezzature e i dispositivi di protezione individuale necessari (divisa, scarpe, guanti). Inoltre svolgeranno attività di presidio e di informazione ai cittadini nei punti di raccolta dell’Azienda.
L’accordo è stato siglato dal Capo del DAP Giovanni Russo, dal Capo del DGMC Antonio Sangermano, dal Presidente della Corte di appello Giuseppe Meliadò, dal Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello Giuseppe Amato, dal Presidente del Tribunale Lorenzo Pontecorvo, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Francesco Lo Voi, dal Presidente del Tribunale per i minorenni Lidia Salerno, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni Giovanna Lebboroni, dal Presidente del Tribunale di sorveglianza Marina Finiti, dal Presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma Paolo Nesta e dal Presidente di AMA Bruno Manzi.
“Il recupero di una persona detenuta, condannata all’esecuzione di una pena o la cui libertà personale sia stata limitata dalla pronuncia di un giudice, passa inevitabilmente dal recupero della propria dignità”, ha dichiarato il Capo del DAP Giovanni Russo. “E sentirsi utili verso la collettività, poter restituire qualcosa a quella società a cui qualcosa si è tolto, è una leva fortissima per riacquistare fiducia in se stessi e voglia di ritrovare una collocazione nel consesso sociale. Ringrazio AMA per aver abbracciato questo progetto e per aiutare l’Amministrazione Penitenziaria nel mandato di rieducazione e reinserimento che la Costituzione ci assegna”.
“La convenzione firmata stamattina con AMA”, ha sottolineato il responsabile del DGMC Antonio Sangermano, “è una straordinaria opportunità per i condannati e per gli ammessi alla messa alla prova per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Un modo per incentivare le misure alternative al carcere, un’ottica nuova di decarcerizzazione in ossequio al principio della pena programma. Un modo moderno e attuale di concepire la responsabilità penale”.
Per il Presidente di AMA, Bruno Manzi, “abbiamo sposato in pieno lo spirito di questo Protocollo, per il quale ringraziamo il Ministero della Giustizia, che è quello di promuovere percorsi di recupero e reinserimento sociale per imputati, indagati o condannati, attraverso lo svolgimento di prestazioni non retribuite in favore della collettività. In questo caso, i soggetti idonei a partecipare saranno impegnati, a fianco dei nostri operatori, in attività per il decoro di Roma e saranno così anche sensibilizzati verso la tutela dell’ambiente”.