Question time, Nordio: “Avvocati intercettati a Perugia? Un sacrilegio”
30 Settembre 2026
Durante il Question time che si è svolto nel pomeriggio alla Camera dei Deputati, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha risposto alle interrogazioni del deputato Mauro Del Barba sui “tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari”, e del deputato Enrico Costa sulla “vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale ‘Capanne’ di Perugia”.
A proposito dell’erogazione dei contributi relativi ai tirocini svolti nel 2025 negli uffici giudiziari, il ministro ha assicurato che “sono state impiegate risorse straordinarie reperite nell’ambito dei fondi residui gestiti dal ministero per l’esercizio finanziario 2026, al fine di garantire un’adeguata copertura alle borse di studio destinate ai tirocini svolti nel 2025”. “La determinazione – ha aggiunto Nordio – rialloca risorse già destinate ad altri servizi essenziali per rispondere alle legittime aspettative dei tirocinanti. Su queste basi sarà avviato senza ritardo l’iter per l’adozione del decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, cui seguirà il bando per l’erogazione delle borse di studio agli aventi diritto per l’anno 2025“.
Rispondendo poi all’interrogazione riguardante le intercettazioni captate nella casa circondariale di Perugia, il Guardasigilli ha detto che “l’intercettazione tra un indagato e il suo difensore riveste un carattere sacrale, come quella del confessore e del penitente” e quindi “una sua captazione colposa sarebbe, dal punto di vista religioso, quantomeno un peccato mortale. Se fosse dolosa, cioè fatta volontariamente, sarebbe un sacrilegio“.
“Noi non intendiamo minimamente fermarci – ha detto Nordio -, noi andremo avanti fino in fondo nei limiti delle nostre competenze. È questione di civiltà giuridica minima. Se noi ammettessimo che possa essere intercettata la conversazione tra l’indagato e il suo difensore, ovviamente non indagato, sarebbe una retrocessione della civiltà giuridica che ci riporterebbe ai tempi più bui dell’oscuro Medioevo. Noi andremo fino in fondo per quanto riguarda la ricostruzione della verità su questa captazione di colloqui tra difensori e assistiti che costituirebbe un sacrilegio e non suggeriremmo una distruzione di questo prodotto illegale. L’illegalità non va coperta, va sezionata e va eventualmente sanzionata”.