Rapporto europeo sulla corruzione: il GRECO promuove l’Italia

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La legge 9 gennaio 2019, n. 3 soddisfa le aspettative del GRECO (Groupe d’Etats contre la Corruption) in ordine alla lotta alla corruzione nel settore pubblico e ai requisiti di trasparenza nel settore privato, anche con riguardo al finanziamento della politica: queste le conclusioni a cui è giunto l’organismo del Consiglio d’Europa che si occupa di monitorare il livello di conformità delle legislazioni degli Stati aderenti agli standard anti-corruzione nel rapporto che chiude il Terzo Ciclo di valutazione sull’Italia.

Nel Secondo Addendum al Secondo Rapporto di Conformità, adottato nella riunione plenaria che si è svolta dal 2 al 6 dicembre 2019, il GRECO ha preso in esame lo stato d’attuazione delle 16 raccomandazioni rivolte allo Stato italiano – 9 sul tema delle incriminazioni e 7 sulla trasparenza del finanziamento dei partiti politici – quando ancora la legge n. 3/2019, altrimenti detta Legge ‘Spazzacorrotti’, non era ancora stata approvata.

Le conclusioni contenute nel rapporto pubblicato il 6 dicembre 2019 confermano ora che 12 raccomandazioni “sono state attuate in modo soddisfacente o trattate in modo soddisfacente”, mentre le restanti quattro “sono state attuate solo in parte”: un risultato complessivo che porta l’organo europeo a congratularsi con l’Italia per le misure adottate negli ultimi anni al fine di rafforzare la sua politica anticorruzione, citando specificamente l’entrata in vigore della legge ‘Spazzacorrotti‘.

Più in particolare, per ciò che riguarda le incriminazioni, le nuove norme sono in linea con la Convenzione penale sulla corruzione: resta ancora pendente la procedura di ratifica del Protocollo addizionale alla Convenzione penale sulla corruzione, questione per cui il Governo italiano è stato invitato a provvedere “senza ulteriori indugi”.

Per quanto riguarda il finanziamento della politica, il GRECO riconosce che “l’Italia ha introdotto importanti riforme in questo ambito”, a seguito dell’abolizione effettiva del finanziamento pubblico nel 2017. Vengono giudicate positivamente norme come il divieto generale di donazioni anonime, soglie inferiori per la divulgazione o l’introduzione di sanzioni più severe. Un’ulteriore implementazione, nell’ottica del rapporto, dovrebbe intervenire nei “meccanismi di vigilanza e di responsabilità”: in ogni caso l’organo europeo ha espresso il suo apprezzamento “per l’estensione di requisiti di trasparenza e di pubblicazione più stringenti per le donazioni alle campagne elettorali introdotti nel 2019”.

IL RAPPORTO GRECO