Reati ambientali, pubblicati i dati del 2025

Alberi, fiume che scorre. Immagine generica per ambiente, tutela dell'ambiente, reati ambientali (Credit: Pexels)
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Una significativa innovazione del sistema di tutela penale dell’ambiente, é quella apportata dalla Legge 22 maggio 2015, n. 68 recante “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente“, che introduce nel codice penale il “Titolo VI-bis”, specificamente dedicato ai “Delitti contro l’ambiente”. Si passa così da reati di pericolo astratto a precise fattispecie, grazie all’introduzione di due delitti con evento di danno: il delitto di inquinamento ambientale e quello di disastro ambientale, che corrisponde del resto a un preciso monito, formulato dalla Consulta nel contesto di una decisione dedicata alla compatibilità del cd. ‘Disastro innominato’ con il canone costituzionale di tassatività-determinatezza (Corte Costituzionale sentenza 30 luglio 2008, n. 327).

Il delitto di “Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”, introdotto nell’anno 2001 (e oggi riprodotto nell’art. 260 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152), e il delitto di “Combustione illecita dei rifiuti” introdotto nel Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dal Decreto Legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito con modificazioni dalla Legge 6 febbraio 2014, n. 6, tra le ragioni ispiratrici della normativa del 2015.

Nella nuova legge avranno dignità di delitto anche le fattispecie di “Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività” (art. 452-sexies c.p.), e quella di “Omessa bonifica” (art. 452-terdecies c.p.). E saranno proprio la rilevanza e l’ampiezza dell’intervento normativo in parola a imporre l’avvio di un’attività di monitoraggio, iniziata nel febbraio 2016, con cadenza annuale, finalizzata alla costituzione di una provvista di dati funzionale alla predisposizione di eventuali proposte di modifica normativa e alla rappresentazione del funzionamento effettivo del nostro sistema interno di tutela penale presso i diversi organismi internazionali (ONU, UE, Consiglio d’Europa), che monitorano la risposta degli Stati alle più significative aggressioni all’ambiente.

Reati ambientali (2025) – Aggiornamento giugno 2026