Rebibbia, corso di Cybersicurezza per un futuro oltre il carcere
8 Ottobre 2026
Da oggi dieci detenuti della casa di reclusione di Rebibbia potranno proteggere la rete dalle minacce digitali.
Presso la Sala del Teatro dell’istituto, si è svolta stamattina la cerimonia di consegna dei diplomi per i ristretti iscritti al corso di ‘Alta formazione in cybersicurezza’. Hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, il capo del dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, il vicecapo dell’Amministrazione penitenziaria, Massimo Parisi, e la direttrice del carcere, Maria Donata Iannantuono.
“Questo progetto testimonia che non bisogna mai smettere di credere nelle persone – ha dichiarato Andrea Ostellari, rivolgendosi alla sala gremita -. La vera rieducazione si fa mettendo al centro la persona con una formazione che sia in grado di accompagnare il detenuto nel mondo del lavoro. Le certificazioni serviranno ad aprire nuove porte”. Il Sottosegretario ha sottolineato che “i dati confermano che il 98% di chi impara un mestiere in carcere, una volta fuori, non torna a delinquere”. Mentre in tema di sovraffollamento carcerario, ha evidenziato l’importanza del Piano di edilizia penitenziaria che servirà alla creazione “di posti dignitosi non solo per i detenuti ma anche per il personale”.

Il vicecapo Dap, Massimo Parisi, complimentandosi con i detenuti per i risultati raggiunti, ha ricordato che cambiare rotta è possibile: “Questa iniziativa consente di restituire una narrazione diversa dell’Amministrazione penitenziaria”, ha detto. Per rafforzare il sistema e affrontare le criticità, Parisi ha evidenziato gli obiettivi raggiunti in termini di risorse umane, “è stata integrata la pianta organica degli educatori e sono stati assunti nuovi dirigenti penitenziari” ha commentato. “Non è un sistema che blocca il percorso di reinserimento ma è importante svolgere il trattamento in sicurezza, rispettando l’ordinamento penitenziario”.
Il corso di cybersicurezza rientra nel Progetto Carceri, realizzato nell’ambito del Protocollo d’intesa firmato nel 2024 dal Dap, dalla Cyber security Foundation e dalla Camera penale di Roma per la diffusione della cultura cibernetica, delle competenze digitali negli istituti penitenziari e l’introduzione alle professionalità specifiche con certificazioni informatiche. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito anche le aziende Fortinet, Telsy, società del Gruppo TIM e DXC Technology.
“Questo giorno mi rende orgoglioso – ha commentato Gaetano Scalise, già presidente della Camera penale di Roma -. Quando decidemmo di inserire una formazione di alto livello in cybersecurity avevamo un’ambizione ben precisa: dimostrare che il carcere può essere anche il luogo dove si costruisce una seconda possibilità. Non volevamo organizzare l’ennesima iniziativa destinata a esaurirsi in qualche giorno, volevamo offrirvi qualcosa di concreto – ha dichiarato rivolgendosi ai detenuti -. Volevamo darvi un’occasione e voi l’avete saputa cogliere. Vi dobbiamo ringraziare perché i veri protagonisti siete voi che avete partecipato con impegno”.
Nell’aula didattica donata dalla Fondazione, i detenuti hanno svolto 200 ore di attività formativa, acquisendo nozioni sulla protezione dei dati e sulla prevenzione delle minacce digitali. Oltre alle difficoltà che derivano dalla condizione detentiva, i partecipanti hanno dovuto affrontare il corso in lingua inglese e, come testimoniato dai formatori del progetto, hanno dimostrato un ottimo spirito di squadra, collaborando e aiutandosi a vicenda.
“Realizzare questo corso all’interno dell’istituto è stata una sfida complessa – ha detto la direttrice Iannantuono – ma la risposta positiva delle dieci persone, che oggi conseguiranno gli attestati, è la straordinaria dimostrazione di un’attività di rieducazione. Questo percorso rappresenta un esempio concreto – ha concluso – di come la pena possa svolgere la sua funzione rieducativa: fornire competenze spendibili e aggiornate nel campo delle tecnologie digitali, significa offrire alle persone un’opportunità reale di riscatto e di costruzione del proprio futuro, una volta terminata la detenzione”.

La Cyber security foundation è la prima realtà no profit nell’ambito della sicurezza digitale. Il presidente, Marco Gabriele Proietti, ha precisato che a Rebibbia non si è svolto un semplice corso ma “si è raggiunto un risultato riconosciuto a livello internazionale, con certificazioni Fortinet di livello NSE 1, 2 e 3, necessarie per ricoprire il ruolo di operatori base”.
Il Progetto Carceri prevede, oltre alle attività formative, lo sviluppo di strumenti didattici e di una piattaforma di apprendimento digitale interna agli istituti. Il programma più ampio della Fondazione comprende iniziative negli istituti penali per minorenni, con attività a L’Aquila e un’estensione prevista a Palermo, Napoli e Milano. Percorsi distinti, accomunati però dall’obbiettivo di “portare la formazione digitale dove spesso non arriva”, come dichiarato da Proietti.