Regione Liguria, due progetti per il reinserimento dei detenuti

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Quando escono dal carcere, almeno il 25% dei detenuti è “privo di rete sociale: fuori dalle mura del penitenziario non hanno parenti, reti di supporto”. Talvolta non hanno una casa dove tornare, spesso il lavoro, se lo avevano, non li ha aspettati. Alessandro Palmesino sul Secolo XIX ha spiegato la valenza dei due nuovi progetti finanziati con quasi 3 milioni di euro dal Fondo sociale e da quello di sviluppo economico della Regione Liguria.

1400 detenuti, ma solo 272 hanno un’attività lavorativa, dentro o fuori dall’istituto penitenziario. Pochi, troppo pochi, e anche se in alcune Regioni il numero è pure inferiore, la Liguria ha voluto investire “sull’inclusione attiva della popolazione carceraria, per evitare il fenomeno della recidiva”.

‘Mens sana in urbe sana’ il primo dei due progetti di Welfare Liguria, 1,5 milioni di stanziamento, prevede l’attivazione di corsi di formazione professionale e anche di un supporto psico-sociale per incrementare le “opportunità per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità”.

Con il secondo progetto (1,3 milioni di stanziamento), ‘Welfare di giustizia: servizi di benessere e animazione di rete e di comunità’, la Regione si propone di “sviluppare azioni con una logica di welfare mix, in cui l’Amministrazione della Giustizia, la Regione e l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna -Uepe e un’ampia rete del terzo settore, collaboreranno in azioni di inclusione”.

“Vogliamo fornire un sostegno ai detenuti, migliorandone la vita in carcere e aiutandoli a trovare lavoro” ha  spiegato l’assessore al Sociale, Massimo Nicolò “Il progetto si occuperà di informazione, sostegno e accompagnamento educativo, ampliamento delle opportunità per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità e inclusione lavorativa”.

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