“Mi riscatto per Torino”, il lavoro utile dei detenuti

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Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, Comune di Torino, Magistratura di sorveglianza e Cassa delle Ammende insieme per promuovere e realizzare il reinserimento sociale dei detenuti della Casa circondariale Lorusso-Cutugno. “Mi riscatto per Torino”, il protocollo d’intenti sottoscritto oggi presso la Sala delle Colonne di Palazzo Civico, muoverà i suoi primi passi nel capoluogo piemontese per favorire opportunità lavorative e di formazione al lavoro per i detenuti con condanna definitiva.

Ricalcando il modello vincente di identici accordi siglati negli ultimi mesi con i Comuni metropolitani di Roma, Milano, Palermo e Napoli, saranno avviati percorsi di inclusione lavorativa volti al recupero e al reinserimento sociale di cittadini che, responsabili di condotte antigiuridiche, una volta condannati possano intraprendere all’esterno degli istituti penitenziari, azioni a favore della collettività.

La cura del verde pubblico, già sperimentata con successo ed eseguita con efficacia, soprattutto nella pulizia dei giardini di diversi quartieri, ha incoraggiato il Comune di Torino a proseguire nella promozione di iniziative a favore del recupero di persone che stanno espiando una pena.

L’accordo è firmato dal Sindaco di Torino Chiara Appendino, dal Capo del DAP Francesco Basentini, dal Presidente del Tribunale di sorveglianza di Torino Anna Bello, dal Presidente della Cassa delle Ammende Gherardo Colombo e dalla Garante dei detenuti del Comune Monica Gallo.

I percorsi di riabilitazione, le cui modalità esecutive e concrete saranno definite nelle prossime settimane, prevedono attività svolte all’esterno della Casa circondariale, sia sotto forma di volontariato, sia attraverso l’inclusione lavorativa supportata da borse lavoro o work esperience finanziate da fondazioni, enti pubblici e privati, fondi sociali europei e Cassa delle Ammende.

Le attività a beneficio della comunità cittadina saranno accompagnate da iniziative di formazione e tutoring e rappresenteranno una forma di risarcimento e uno strumento fondamentale di rieducazione verso la reintegrazione sociale del detenuto.

Saranno 50, in una prima fase sperimentale, i detenuti che verranno selezionati e formati per svolgere i primi lavori di pubblica utilità, che riguarderanno per lo più la manutenzione delle aree verdi della città. Quando il progetto sarà a regime, fra 4-6 mesi, si arriverà a un centinaio in tutto, come nelle altre città dove i protocolli sono già in fase esecutiva.

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