Riforma giustizia: dagli archivi, cambi di idee, corsi e ricorsi
25 Luglio 2025
Sulla riforma della giustizia, che in questi giorni ha incassato, dopo la Camera, anche il primo voto favorevole in Senato, alcune riflessioni di protagonisti della giustizia che in pieno affaire Palamara si espressero sulla necessità di mettere mano al Csm: chi chiedeva “una cura forte per un organismo malato” e chi, invece, parlando di “leggi occhiute e pervasive” che avevano attribuito “soprattutto alla magistratura penale … funzioni di sorveglianza e di controllo sull’intera società italiana” chiedeva l’istituzione di un’Alta corte disciplinare.
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David Ermini (allora vicepresidente del Csm): “Una riforma (del Csm ndr) va approvata, e va approvata proprio perché gli applausi tributati a Mattarella hanno il valore di un impegno preso dal Parlamento. Se si ritornasse a votare con le vecchie regole, quell’impegno sarebbe violato”
La Stampa, intervista 23 maggio 2022
Nino Di Matteo: “Avevo sempre diffidato del Csm: isolava e delegittimava, anziché difendere, i magistrati liberi e coraggiosi, non intruppati. Quelli che, come dicevano di me, non ‘coltivano’ le domande per gli incarichi direttivi”
(Sulla vittoria del gruppo 101 alle elezioni dell’Anm di Palermo): “Segnale da non sottovalutare: tanti magistrati chiedono una cura forte per un organismo malato. Il sorteggio temperato, magari per un tempo limitato, è il vaccino per il virus del correntismo”.
La Stampa, intervista del 5 dicembre 2021
Federico Cafiero De Raho: “Credo che una riforma (del Csm, n.d.r.) sia necessaria e su questo sono tutti d’accordo. Penso però che la modalità più lineare e più obiettiva per comporre il Consiglio sarebbe quella del sorteggio, che esclude la possibilità di interferenze da parte di chiunque. Mi è chiaro che il quadro porta in altra direzione: si vuole modificare la situazione, ma non nella direzione del sorteggio. Continuo a pensare, però, che il sorteggio corrisponda esattamente alla capacità del magistrato medio. Non mi scandalizzerei, anzi credo che sarebbe la modalità attraverso cui escludere qualunque eccessiva interferenza o condizionamento”.
La Stampa, intervista del 13 dicembre 2021
Giovanni Maria Flick (al giornalista Francesco Specchia che chiede se serva la “soluzione estrema” della revisione della Costituzione per riformare la giustizia): “Serve se vi sono la coesione e una maggioranza, la volontà per una riforma costituzionale che affronti alcuni punti chiave dell’ordinamento, evocati dalla commissione Luciani: l’alta Corte di giustizia per i magistrati; l’elezione in due tempi del Csm; la nomina del suo vicepresidente da parte del Capo dello Stato … per tutto questo serve una modifica della Carta”.
“…Per gli illeciti disciplinari è competente il Csm, che a me (e non soltanto a me) sembra più opportuno sostituire con un’Alta Corte di giustizia costituita da persone sagge, fuori del gioco correntizio, senza problemi di carriera o di rapporti interpersonali, competente anche per tutte le magistrature e magari anche per l’avvocatura”
Libero, 13 giugno 2021
Marta Cartabia: “Io penso che le correnti non si possano e non si debbano eliminare: sono espressione di un pluralismo culturale che c’è nella nostra magistratura. Quello che va eliminato sono le degenerazioni, le logiche spartitorie. Insomma, il “correntismo”, che è un problema innanzitutto culturale. Come in molti ambiti, anche per la riforma del Csm gli interventi giuridici possono accompagnare una trasformazione culturale, ma gli uni non bastano senza l’altra. Detto questo, qualcosa si può fare. Ho chiesto alla Commissione guidata da Massimo Luciani di studiare i possibili ambiti di intervento, dal sistema elettorale del Csm ai criteri di attribuzione degli incarichi direttivi
La Stampa, 25 aprile 2021
Alfonso Sabella: “….. o dobbiamo credere che le correnti dell’Anm siano realtà eversive e andrebbero sciolte con un decreto del ministro dell’Interno oppure occorre interrompere questo circuito vizioso tra le correnti dell’Anm e il Consiglio superiore della magistratura per recuperare la funzione di assoluta garanzia di autonomia e indipendenza che deve avere il Csm. L’unico modo per invertire la rotta è un trattamento chemioterapico d’urto, ossia il sorteggio dei componenti del plenum. È una proposta di cui non sono un grande sostenitore ma che ritengo essere un male necessario per porre freno allo strapotere delle correnti. Ciò dovrebbe passare per una riforma costituzionale, per quello dicevo che la magistratura da sola non è in grado di riformarsi”.
“…Ammetto comunque di non provare alcuna simpatia per l’Anm, quindi non mi straccerei le vesti se un giorno ciò accadesse. Il Paese può sopravvivere anche senza di lei. Il problema vero è un altro: mi rendo conto che la politica non vuole affrontare questo discorso e si gira dall’altra parte, tuttavia bisogna non dimenticare che le correnti dell’Anm si muovono fuori da qualunque regola, o norma di legge….si tratta di soggetti (come partiti politici e sindacati, ndr) che determinano il presente e il futuro del Paese ma lo fanno come associazioni private”
Riformista, 3 dicembre 2021
Intervista a Luciano Violante: “Leggi occhiute e pervasive hanno attribuito soprattutto alla magistratura penale ma anche ad altri organi dello Stato, funzioni di sorveglianza e di controllo sull’intera società italiana. La politica ha ceduto il passo, delegando alla magistratura molte delle sue funzioni. Oggi le toghe decidono persino chi può stare nelle liste elettorali e chi no. … Oggi la magistratura per delega della politica fa parte del sistema di governo del Paese.
E a proposito della riforma del Csm, Violante dice: “…il vicepreidente deve essere nominato dal Capo dello Stato…” e poi “… si deve costituire un’Alta Corte per la responsabilita disciplinare di tutte le magistratura…e questa Corte deve decidere anche sui ricorsi contro le nomine interne”.
Verità, intervista del 6 luglio 2020