Delmastro: “Nessun giudice sarà più succube delle correnti”

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Andrea Delmastro delle Vedove parla della riforma della giustizia come di una necessità morale, in un’intervista al quotidiano Il Tempo. “Il 90 per cento dei giudici festeggerà, insieme a noi, una riforma epocale, storica e necessaria”, dice al giornalista Edoardo Sirignano.

Il Sottosegretario alla Giustizia sottolinea l’attuazione dell’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo: “Questo ora sarà celebrato di fronte a un giudice terzo e indipendente nel contraddittorio per la parità processuale fra pubblica accusa e difesa”.

Per Delmastro con l’Alta Corte Disciplinare viene introdotto “il principio noto a tutti gli italiani: chi sbaglia paga. Grazie a un organismo terzo, indipendente e di altissimo valore saranno valutati eventuali errori per colpa grave o peggio per dolo, sperando quest’ultimo di poterlo sempre escludere”.

Sulla campagna referendaria la domanda agli italiani sarà solo una: “Vi piace la giustizia così com’è?”, aggiunge il Sottosegretario.

A conclusione dell’intervista una riflessione sul doppio Csm: “Saranno raddoppiate le garanzie per gli stessi togati. Chi si oppone, quindi, sono solo i protagonisti o gli epigoni del famoso sistema Palamara. Non dimentichiamo che lo stesso Falcone era favorevole alla separazione delle carriere”.

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