Riforma, Nordio: “toghe più autonome con le norme attuative”
11 Ottobre 2025
Con la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere non si vuole ‘punire’ la magistratura, ma piuttosto rafforzarne l’autonomia e l’indipendenza. Lo ribadisce il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo in videocollegamento al congresso di Area democratica per la giustizia, in corso a Genova.
Il Guardasigilli, da Lipari per partecipare come membro di governo agli ‘Stati generali delle isole minori’, tiene ancora una volta a rassicurare gli ex colleghi magistrati. Il rischio paventato che la riforma apra la strada alla sottoposizione del pm al potere esecutivo è “un processo alle intenzioni”. Il Ministro fa ancora una volta appello alla lettera della riforma, che “è chiarissima: parla di autonomia e indipendenza delle magistrature giudicante e requirente”.
Autonomia e indipendenza che verranno rafforzate con le norme attuative della revisione costituzionale. Nordio ha infatti sottolineato che “oggi si parla per gli incarichi apicali di un concerto tra Csm e Ministero”, ma annuncia di essere “favorevole ad abolire questa parola, ‘concerto’, per evitare qualsiasi tipo di interferenza tra il potere esecutivo e l’autonomia del Csm”.
Quanto al referendum sulla riforma, verosimilmente atteso per la prossima primavera, il Ministro invita a non alimentare contrapposizioni – “non dobbiamo arrivare a uno scontro frontale” – e a guardare alle “possibilità di una collaborazione sulle leggi attuative, se dovesse passare la riforma”.
Nordio auspica, inoltre, che al referendum non venga dato un significato politico: “Se la magistratura cadesse nella trappola di questo abbraccio mortale con la politica – avverte il Guardasigilli -, ci sarebbe una conferma di un sospetto, che io personalmente non ho, che la magistratura voglia agganciarsi alla politica o addirittura fare politica”.
Al di là delle discussioni sul referendum, è sull’efficienza della giustizia che può giocarsi la vera collaborazione tra potere esecutivo e giudiziario. “Siamo apertissimi a tutti i vostri contributi e proposte”, sottolinea il Ministro, aggiungendo che “cercheremo di affrontarla insieme a voi su altri campi, per esempio sul potenziamento delle risorse”. A questo proposito, Nordio ribadisce che entro il 2026, per la prima volta nella storia della Repubblica, “avremo l’organico pieno della magistratura”.