Riforma, Sisto in piazza: “È per tutti, magistrati compresi”

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La separazione tra pm e giudici, per attuare il giusto processo. Ma anche per evitare che i magistrati commettano errori. Due cause che vanno a braccetto, nel flashmob organizzato dai parlamentari di Forza Italia a piazza Navona, subito dopo l’approvazione parlamentare del ddl costituzionale sull’ordinamento giudiziario.

Tra i “big” prende la parola anche il viceministro della Giustizia. “Avete mai visto un arbitro della stessa città di una delle due squadre che scende in campo? Mai”, dice Francesco Paolo Sisto;  “è evidente – prosegue – che ci deve essere una netta differenza tra chi giudica, chi accusa e chi difende”. I processi penali, ricorda Sisto, “colpiscono tutti i cittadini, indipendentemente dalle appartenenze: la riforma è una riforma per tutti, magistrati compresi”.

I giovani azzurri portano i cartelloni con i volti di vittime di errori giudiziari: Enzo Tortora, Beniamino Zuncheddu. Tra le testimonianze, quella di Antonio Lattanzi, che ritiene indispensabile la separazione delle carriere.

Ex assessore al comune di Martinsicuro (Teramo), accusato di concorso in tentata concussione, Lattanzi è stato detenuto ingiustamente per 83 giorni.  “Sono stato arrestato quattro volte nel giro di 2 mesi”, racconta a GNews. Nonostante il tribunale del riesame avesse annullato l’ordinanza di custodia cautelare, “il gip e il pm continuavano imperterriti”. Alla quarta volta, passa pochissimo tempo tra la richiesta del pm e l’emissione dell’ordinanza: due ore.

“In quelle due ore cosa ha letto il gip? O si fidava del pm – cosa paurosamente grave – oppure aveva lavorato insieme al pm per costruire il castello accusatorio”, dice Lattanzi, che riporta un particolare: “il giorno dell’incidente probatorio, durante la pausa pranzo, ho visto il gip e i pm entrare nella stessa macchina”.

Big, testimoni, ma anche ragazze e ragazzi. Per il giovane azzurro Simone Leoni, la riforma ha appeal anche tra gli under 35. “È un tema sentito”, dice; “Un Paese per i giovani, che non solo trattenga i propri, ma ne attragga di nuovi, deve funzionare a 360 gradi, compreso il sistema giudiziario; se funziona, allora siamo un paese competitivo”.