Riforma, Sisto: “Un risultato storico per una causa giusta”

Sisto (foto Repubblica)
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“Siamo convinti di difendere una causa giusta, come è giusto il processo supportato dalla separazione delle carriere. Un giudice davvero terzo e imparziale fa bene proprio a tutti”.

Il viceministro Francesco Paolo Sisto, intervistato su Il Tempo da Giulia Sorrentino, parla della riforma costituzionale della giustizia, nel giorno del voto finale in prima lettura al Senato.

“Nessuno ci credeva, invece stiamo raggiungendo un risultato storico che parte da lontano”, dice Sisto, che cita gli “illustri sponsor” della riforma: Matteotti, Calamandrei, Moro, Falcone. L’obiettivo dichiarato, prosegue, è “riavvicinare il cittadino alla giustizia mediante un processo più giusto e rassicurante”.

In merito al caso Open Arms e al ricorso per saltum in Cassazione contro la sentenza di assoluzione in primo grado nei confronti di Matteo Salvini, il viceministro evidenzia che il ricorso è formalmente legittimo. “Ciò nonostante – aggiunge -, data la solidità della sentenza di primo grado, si può avere l’impressione di un eccesso di agonismo ad personam“, nei confronti del vicepremier.

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Una volta portata a casa la doppia lettura parlamentare e in caso di buon esito del referendum, Sisto auspica “un atteggiamento collaborativo” dell’Anm “nella legge attuativa della riforma, senza pregiudizi e nel rispetto reciproco che deve contraddistinguere la leale collaborazione istituzionale”.

E sui presunti intenti ‘punitivi’ della riforma, il viceministro ribadisce: “non ha nulla di punitivo nei confronti della magistratura, anzi, esalta il giudice nella sua terzietà, libera il magistrato dal giogo delle correnti, con benefici indubitabili per la meritocrazia e l’indipendenza”.

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