Riparte digitalizzazione processi di valore storico: ‘Non dimenticare’
21 Luglio 2020
Mercoledì 15 luglio è tornato a riunirsi il Tavolo di lavoro del Protocollo d’Intesa siglato tra il Ministero della Giustizia, il Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo e il Consiglio Superiore della Magistratura avente ad oggetto l’“individuazione di progetti di digitalizzazione di processi di interesse storico a cura della Rete degli archivi per non dimenticare”.
L’Intesa, nata nel 2015, per garantire la conservazione, la valorizzazione e la fruibilità al vasto pubblico della documentazione giudiziaria di fondamentale importanza per la ricostruzione del recente passato del nostro Paese, vive oggi una nuova stagione, particolarmente rilevante per l’ulteriore sviluppo degli obiettivi che il Protocollo si propone.
Durante l’incontro, infatti, sono stati approvati gli atti integrativi del Protocollo che vedono come nuovi partners istituzionali la Cassa delle Ammende e l’Archivio Flamigni. Nel corso della riunione sono stati, inoltre, ipotizzati nuovi percorsi progettuali che riguardano la documentazione giudiziaria contenuta negli archivi degli uffici romani. Si è, pertanto, raccolta la disponibilità dell’Archivio di Stato ad effettuare uno studio preliminare sui contenuti.
L’attività del Protocollo è cresciuta dopo l’esperienza maturata con il primo progetto (Moro) e si è sviluppata attraverso i percorsi progettuali degli Uffici giudiziari di Milano e Firenze che stanno per avviare la loro fase esecutiva.
L’intensificazione delle attività del tavolo è derivata da una grande prova di sinergia istituzionale ed ha costituito, altresì, l’occasione di un salto di qualità nell’offerta di reinserimento per i detenuti. Questi ultimi vengono formati dagli archivisti di Stato e partecipano alla ricostruzione digitale dei processi di interesse storico.
Altro aspetto centrale del lavoro del tavolo riguarda il metodo. Si realizza una meticolosa attività di preparazione della documentazione da digitalizzare: si numera, si scheda, si riordina per consentire una attività ragionata di collegamento in funzione della successiva ricerca con inserimento di metadati. L’obiettivo è realizzare la fruibilità massima per l’utenza con gradi di accesso qualificato.