Ritorno alla normalità: ripartita la giustizia “in presenza”

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L’11 giugno scorso, durante un question time al Senato, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dichiarò che “grazie al mutamento del contesto sanitario, è giungo il momento di un ritorno alla normalità per la giustizia”.

Durante la fase del contrasto al contagio Covid-19, infatti, il blocco della giustizia ha riguardato le udienze non urgenti, che sono state rinviate, la “remotizzazione” di ciò che invece doveva essere celebrato, come convalide di arresti e altre udienze non procastinabili. All’inizio di marzo, a causa della pandemia, gli uffici sono stati chiusi, le attività spostate su piattaforme raggiungibili online: a dipendenti e operatori della giustizia è stata data la possibilità di svolgere da remoto le tipiche attività d’ufficio, di depositare telematicamente istanze, colloquiare via pec con cancellerie e magistrati. Lo smart-working è diventato il modello di lavoro prevalente.

Ma da ieri le regole sono cambiate: si va verso il ripristino della normale attività giudiziaria, si torna alla presenza di imputati e avvocati, pur nel rispetto di precise regole riguardanti il distanziamento fisico e la necessità di evitare assembramenti inopportuni. Insomma, si ricomincia e si cerca pian piano di tornare alla normalità ma con giudizio.

Ad Agrigento, per esempio, il presidente del Tribunale Pietro Maria Antonio Falcone ha stabilito, con apposito provvedimento, che gli uffici saranno aperti al pubblico dalle 9 alle 13 e che sia i servizi di cancelleria sia la trattazione delle cause civili e penali seguiranno le “forme ordinarie”, anche se, i rinvii già decisi non subiranno modifiche.

Anche a Bari sono ripartiti i processi in presenza, ma la rilevazione della temperatura all’accesso, l’uso di mascherine e il rispetto del distanziamento anche in aula, vengono fatti rigorosamente rispettare, assieme agli orari scanditi per evitare assembramenti. Le cancellerie ricevono ancora per appuntamento. Prevalentemente le udienze civili potranno continuare a svolgersi telematicamente, più difficile invece per le udienze penali. Il presidente del Tribunale, Domenico De Faccendis, ha disposto che “i procedimenti che non siano già stati fissati con trattazione da remoto o per i quali non siano stati già disposti rinvii a data successiva al 31 luglio, dovranno trattarsi in presenza”.

Anche il tribunale di Pesaro ha riaperto e si avvia verso il ripristino normale dell’attività giudiziaria: il dibattimento al collegiale o al monocratico sarà in presenza, fatta eccezione per quanto già fissato “da remoto”, con accordo delle parti; limitato a 12 il numero di testi ammessi e, saranno quattro le fasce orarie per calendarizzare al meglio le udienze, evitando così gli assembramenti.

A Rieti il presidente del Tribunale, Pierfrancesco De Angelis, e il procuratore, Lina Cusano, con una circolare hanno annunciato la cessazione le limitazioni per accedere agli uffici. Previsto ancora il ricorso agli appuntamenti per poter accedere alle cancellerie. Il personale potrà lavorare in presenza o da remoto. Istituite fasce orarie per celebrare i processi con la presenza contingentata del pubblico. Dati gli spazi ridotti, “la partecipazione alle udienze sarà consentita soltanto prenotando via web, utilizzando un sistema elimina-code disponibile sul sito del tribunale, oppure telefonicamente”.

Anche gli uffici giudiziari di Genova devono rimodulare la presenza negli uffici e nelle aule di personale e operatori della giustizia. Il dibattimento ‘bis’ del processo sul posizionamento della torre piloti, la struttura crollata il 7 maggio 2013 per l’urto dalla Jolly Nero (9 i morti) si sta svolgendo in un’aula della Fiera di Genova: all’entrata la misurazione della temperature, un banco per ogni avvocato, imputato e parte civile a distanza di un metro l’uno dall’altro.