Riunione Consiglio Ministri Giustizia UE: i temi affrontati

Collegamento Consiglio GAI 4 giugno 2020
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Si è tenuta giovedì scorso in videoconferenza la riunione del Consiglio dei Ministri Giustizia UE: sul tavolo, oltre allo scambio di informazioni sull’impatto dell’emergenza Covid-19 sui sistemi nazionali, anche la discussione sulla proposta di regolamento sulla legge applicabile agli effetti verso terzi della cessione dei crediti e sul tema dell’estradizione dei cittadini dell’Unione Europea verso Paesi terzi.

Sul tema della cessione dei crediti la delegazione italiana si è espressa positivamente riguardo alla proposta di escludere l’applicazione retroattiva del Regolamento. Nella formulazione portata in discussione, l’articolo 14 disciplina il regime temporale dei conflitti di priorità della cessione dei crediti: l’Italia, all’esito dei lavori del comitato tecnico, ha condiviso con altri Paesi membri l’opinione di privilegiare il principio della tutela dell’affidamento e della certezza del diritto, escludendo l’applicazione retroattiva del Regolamento per le cessioni di credito sorte prima dell’entrata in vigore dello stesso.

La posizione espressa si richiama alla tradizione giuridica italiana, che conosce il principio generale di irretroattività della legge nel tempo, codificato nell’articolo 11 delle disposizioni preliminari al codice civile,

La delegazione italiana, come le altre delegazioni, ha condiviso anche la proposta relativa all’articolo 3 del Regolamento, che prevede l’applicazione universale della legge nazionale anche ove non sia quella di uno Stato membro. L’applicazione della legislazione di uno Stato terzo rientra tra gli strumenti che prevedono l’armonizzazione delle norme di conflitto nel diritto internazionale privato: anche in questo caso si tratta di una posizione largamente condivisa, ad eccezione della Francia che ha espresso perplessità per l’applicazione di leggi sgradite di Paesi estranei all’Unione Europea.

Una posizione critica è stata invece presa dall’Italia nei confronti della formulazione proposta dall’articolo 5 del Regolamento, in particolare sulla novazione. Il testo riguarda il caso del trasferimento del contratto dal quale è sorto il credito, successivamente alla cessione. La delegazione italiana, nel richiedere un ulteriore approfondimento del tema a livello tecnico, in via preliminare si è espressa negativamente nel senso che il Regolamento non dovrebbe prevedere norme sui conflitti di priorità che coinvolgono la novazione.

L’ulteriore tema in discussione era costituito dall’estradizione di cittadini dell’Unione Europea verso Paesi terzi.

L’Italia si è espressa per il mantenimento della prassi già in uso a livello europeo, ritenendo che la stessa si presenti in linea con i principi stabiliti dalla Corte di Giustizia sull’istituto e che debba essere garantito l’impianto già esistente della consolidata cooperazione giudiziaria in materia di estradizione con i Paesi terzi all’Unione. Su queste basi, l’Italia è solita  valutare le estradizioni con massimo scrupolo e con estrema attenzione alle effettive finalità della richiesta ed alla tutela dei diritti fondamentali dell’estradando.

Pur non richiedendo un intervento sull’attuale quadro normativo, la delegazione italiana ha supportato convintamente il  coinvolgimento di Eurojust (Unità di cooperazione giudiziaria dell’UE) e dell’European Judicial Network (Rete giudiziaria europea in materia penale) nell’approfondimento della tematica dell’estradizione verso Paesi terzi, anche al fine di una ricognizione degli orientamenti e delle prassi applicative nell’ambito degli Stati membri.