“Chinnici fu un vero precursore nella lotta a Cosa nostra”

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Pubblico qui il videomessaggio inviato alla Fondazione Rocco Chinnici a cui va il mio grazie per la sua incessante e preziosa attività.

Oggi ricorre il trentasettesimo anniversario della strage mafiosa in cui persero la vita, a Palermo, il giudice Rocco Chinnici, i due componenti della scorta, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile di via Pipitone Federico.Esprimo tutta la mia vicinanza ai loro familiari.

Pubblicato da Alfonso Bonafede su Mercoledì 29 luglio 2020

“Vivere e lavorare nella Sicilia dei primi anni 80, voleva dire scontrarsi con una mentalità pervasiva che negava l’esistenza stessa della mafia. Sul fronte giudiziario il contrasto a ‘Cosa nostra’ si esauriva in tante piccole inchieste, frammentate, legate a singoli episodi isolati tra loro. Il giudice Rocco Chinnici capovolse questa impostazione capendo che per contrastare il fenomeno mafioso, sarebbe stato necessario unire le forze in maniera coordinata e condividere le informazioni in una prospettiva unitaria”.
E’ questo uno dei passaggi più significativi del videomessaggio del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in occasione del 37° anniversario della strage di via via Pipitone Federico, costata la vita anche a due componenti della scorta, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e a Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile in cui viveva il giudice siciliano.

Bonafede ha ricordato come proprio dall’intuizione di Chinnici, allora alla guida dell’Ufficio istruzione di Palermo, sarebbe nato il cosiddetto pool antimafia, che conseguì risultati molto importanti nella lotta ai clan. Per il Guardasigilli Chinnici fu un “vero un pioniere, un precursore nella lotta alla criminalità organizzata. Comprese – ha aggiunto Bonafede – i legami internazionali della mafia e quelli con la politica e le istituzioni, andò nelle scuole per coltivare la coscienza civile delle nuove generazioni e invitare i giovani a ‘insorgere contro la mafia’. Molto di ciò che oggi è patrimonio comune della lotta alla mafia lo dobbiamo a lui”.

In chiusura del suo messaggio Bonafede ha poi voluto ringraziare la fondazione Rocco Chinnici “per la sua importante e incessante opera di testimonianza”.