Sisto: “Con la riforma realizziamo il giusto processo”
28 Ottobre 2025
La giornata al Salone della Giustizia è continuata con il Face to face tra la giornalista Giulia Merlo e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
L’argomento principale è stato la separazione delle carriere: “Ha dei padri illustri – spiega il Viceministro -, nasce con Matteotti nel 1919, prosegue con Calamandrei, con Terracini, con Chiaromonte, e prosegue con Falcone che durante una intervista disse che il ‘Pm non deve essere un para-giudice’. Noi con questa riforma diamo consistenza a un principio che é già nella Costituzione, realizzando il giusto processo previsto dall’art.111. Quando ci accusano di attaccare la Costituzione, rispondiamo che in realtà noi ci attacchiamo alla Costituzione”. Proseguendo poi sull’iter del provvedimento che oggi è al suo quarto e ultimo passaggio in aula, sottolinea che non si tratta “di una riforma che nasce e finisce in Parlamento ma nasce in Parlamento e come proposta va al popolo, perché la democrazia diretta, il referendum, è la massima espressione della democrazia”.
Nel dialogo con Giulia Merlo, Sisto ha sottolineato la necessità di separare chi giudica da chi accusa, e utilizzando una metafora ha spiegato: “é come se la nazionale italiana giocasse in Germania e venisse arbitrata da un arbitro tedesco”. Merlo ha incalzato Sisto, parlando della formazione dei magistrati che se acquisiscono esperienze da pm e da giudice sono più completi, “con una esperienza a tutto tondo”, il quale ha risposto ricordando innanzitutto che “la giustizia è fatta di persone e che le doti di ciascuna persona sono quelle che fanno la differenza”, e delineando poi “la cultura della giurisdizione come unicamente rispetto delle regole: se pubblico ministero, avvocato e giudice rispettano le regole, questa si chiama cultura della giurisdizione”.
Sulle accuse rivolte alla riforma a proposito del rischio che i pm separati possano essere soggetti al potere politico, Sisto è stato netto: “È scritto chiaramente che la magistratura rimane autonoma e indipendente. La riforma esalta il giudice”. Un passaggio anche sulla Costituzione: “Abbiamo individuato un meccanismo per poter adeguare la Costituzione ai tempi, abbiamo seguito il meccanismo dell’articolo 138. Se posso, ho l’impressione che qualcuno ritenga incostituzionale la Costituzione”.

Il Viceministro, riferendosi anche alla recente nomina del nuovo Primo presidente della Cassazione, passata per un solo voto in più, ha fatto riferimento al ‘gioco delle correnti’ che “ancora oggi è incisivo e invadente. Quindi, credo che il sorteggio non sia elegante ma è uno strumento necessario. Il sorteggio non è casuale, avviene in un paniere qualificato di magistrati con professionalità ed esperienza e permanenza nel ruolo”.
C’è stato spazio per parlare della contrarietà di una parte di magistratura alla riforma: “Credo che la resistenza della magistratura sia una resistenza correntizia, non è una resistenza di magistrati ma dei magistrati di corrente. Il mio sogno è che al Csm ci vada un magistrato che non ha bisogno di essere iscritto più a nessuna corrente” e proseguendo sulla natura della riforma ha sottolineato che “serve al cittadino per essere più protetto nel processo; serve ai magistrati per essere liberati dal giogo dal peso delle correnti”.
Posando poi lo sguardo sul referendum, Merlo chiede al Viceministro se ritiene che possa essere politico. “La joint venture Anm-politica è il vero fantasma da esorcizzare; un comitato referendario è un comitato politico e ci sono norme che impediscono alla magistratura di fare politica. I comitati dell’Anm hanno un connotato squisitamente politico”. e proseguendo ancora sul referendum, Sisto ha spiegato le modalità comunicative: “Ci vorrà una campagna di chiarezza per i cittadini, perché possano comprenderne bene i contenuti. Dall’altra parte ho l’impressione invece che si cercherà di inquinare le acque. Siamo pronti per un referendum chiaro, semplice, costellato di informazioni che consentano al cittadino di capire e se comprende bene, sono convinto che la democrazia diretta sia la cosa più importante che abbiamo. Sono convinto che in questo referendum trionferà la civiltà della Costituzione ”.
“Chiederemo ai cittadini se vogliono una giustizia migliore oppure no, se vogliono un giudice diverso da chi lo accusa”, ha concluso il Viceministro.