Scambio politico-mafioso, iniziata
la discussione in Aula

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Ha preso il via oggi in Aula la discussione sulla riforma della legge sul voto di scambio politico-mafioso, la norma fortemente voluta da Giovanni Falcone nel 1992, che ha lo scopo di allontanare la mafia dalle istituzioni, e che il Parlamento propone ora di modificare in due direzioni: da una parte chiarendo definitivamente e semplificandone l’interpretazione; dall’altra inasprendo le pene.

Le principali modifiche in discussione alla Camera riguardano l’innalzamento della reclusione minima (da 4 a 10 anni)  e massima (da 10 a 15 anni di carcere) e il consolidamento dell’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale il reato è commesso anche nel caso in cui l’accordo venga stipulato mediante intermediari e della punibilità del reato anche nei casi in cui lo scambio non riguardi solo il denaro ma più in generale la disponibilità a soddisfare gli interessi dell’associazione. Un’altra modifica riguarda l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per chi viene condannato in via definitiva.

“Come abbiamo scritto nero su bianco nel contratto – ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, intervenuto in Aula in rappresentanza del Governo –  la nostra intenzione è quella di contrastare chi vuole sovvertire l’ordine democratico inquinando il suo principale strumento di democrazia, il voto, e richiamare al senso di responsabilità tutti coloro che si candidano ad amministrare la cosa pubblica, sia a livello nazionale, che a livello locale”.